
Gallipoli, Cattedrale di Sant’Agata patrona della Città
Un viaggio nel tempo tra le note e i segreti di Gallipoli (Lecce) la “Città Bella” del Salento, grazie al volume di Enrico Tricarico “Le glorie musicali di Gallipoli. Dal Rinascimento alla contemporaneità”. Il testo del musicista gallipolino, edito da Glissato Edizioni Musicali, è stato presentato nei giorni scorsi nel suggestivo scenario della Cattedrale di Sant’Agata di Gallipoli. Una scelta non casuale quella della cattedrale elevata a Basilica Minore da Pio XII nel 1946, il tempio di culto, infatti è protagonista primario della storia musicale di Gallipoli.

Gallipoli, interni della cattedrale
Nel volume trovano largo spazio anche le vicende e le composizioni relative alle bande musicali. Alla presentazione del ricco volume di Tricarico, con l’editore Francesco Leone nella veste di moderatore, hanno partecipato il consigliere regionale Stefano Minerva già presidente della Provincia di Lecce e già sindaco di Gallipoli, Monsignor Gianni Piero De Santis, Arciprete e parrocco della Cattedrale che ha scritto l’introduzione al volume; Lucia Fiammata presidente della Pro Loco di Gallipoli, i musicologi Dinko Fabris, tra i più conosciuti a livello internazionale che ha curato la prefazione del volume, e Antonio Dell’Olio.

Enrico Tricarico, autore del volume, ha accompagnato all’organo il soprano Michiko Hayashi

Michiko Hayashi, soprano
Interessanti intermezzi musicali, poi, affidati alla voce del soprano nipponico Michiko Hayashi accompagnata all’organo dall’autore del volume M° Enrico Tricarico. Il libro si propone di riscoprire e valorizzare l’immenso patrimonio artistico e sonoro di un territorio che, nei secoli, ha saputo esprimere eccellenze musicali di assoluto rilievo. Gallipoli, da secoli è città che parla il linguaggio della musica.

Un momento della presentazione del volume
Essa attraversa la sua storia civile, religiosa e culturale come un filo invisibile ma costante, modellandone l’identità e accompagnandone la vita quotidiana ed il libro di Tricarico ripercorre questo legame profondo, le cui prime testimonianze risalgono al 1500, tra le pagine di un antico antifonario custodito proprio nella cattedrale di Sant’Agata. Da quel nucleo originario, dove il canto gregoriano si intrecciava con le liturgie del rito greco, si sviluppa un itinerario sonoro che attraversa i secoli e offre un nuovo sguardo sulla storia della città.

un’altra immagine della manifestazione
Il volume costruisce, così, un mosaico musicale appassionato, restituendo a Gallipoli il ruolo di protagonista nella storia musicale del Sud. -“L’idea del libro nasce da un lungo lavoro di ascolto della città – sottolinea Enrico Tricarico – Gallipoli parla attraverso la musica da secoli, ma spesso lo fa sottovoce, nascosta nei manoscritti, nelle liturgie, nelle tradizioni popolari. Il libro è un tentativo di rendere udibile questo racconto continuo, che inizia almeno nel 1515 con un antico antifonario della Cattedrale e arriva fino al ‘900 e alla contemporaneità”.

un’antica foto della Banda Musicale di Gallipoli

Gallipoli, tradizione bandistica dalle antiche radici
Enrico Tricarico, nel suo volume definisce Gallipoli un’isola musicale felice. Egli stesso ci spiega perchè. -“È un’immagine che sintetizza bene – dice l’autore – la sua unicità. Stretta tra il Salento e lo Ionio, Gallipoli, infatti, ha sviluppato una cultura musicale sorprendentemente ricca: sacra e profana, colta e popolare, scritta e orale. Qui la musica non è mai stata un ornamento, ma una struttura portante della vita civile e religiosa. Il volume attraversa secoli e stili: Rinascimento, Barocco, Settecento, Romanticismo.

Francesco Luigi Bianco musicista gallipolino (1859-1920)

Raffaele De Somma musicista gallipolino direttore della Banda di Gallipoli dal 1897 al 1909
Il filo è la continuità. Anche nei momenti di trasformazione storica, la città non interrompe mai il proprio dialogo con la musica. Cambiano i linguaggi, i contesti, le forme, ma resta viva una vocazione profonda, che coinvolge canonici cantori, compositori, bande musicali, teatri, confraternite, fino alle radio e al “Premio Barocco”. Un ruolo centrale – aggiunge Tricarico – lo hanno avuto gli “oratori”, essi rappresentano un punto di contatto tra Gallipoli e i grandi centri musicali europei, da Roma a Vienna. Sono opere che raccontano una città aperta, colta, capace di dialogare con l’esterno pur mantenendo una forte identità locale”-. Il libro si presenta imponente anche da punto di vista documentario e sicuramente non può essere considerato una semplice ricostruzione storica. -“In primo piano c’è stata la volontà – sottolinea Enrico Tricarico – di restiruire le fonti alla comunità.

un’altra immagine di Enrico Tricarico,
Oltre al racconto il progetto include circa 650 pagine di partiture, accessibili in formato digitale tramite QR code: pastorali, oratori, repertori devozionali ancora vivi. Un patrimonio che torna fruibile per studiosi, musicisti e appassionati. Non è un volume per soli specialisti – conclude Tricarico – esso parla a chi ama la musica, la storia, le città di confine. È pensato per chi vuole scoprire come un luogo apparentemente periferico possa essere, in realtà, un centro pulsante di creatività e memoria. La storia musicale di Gallipoli è ancora piena di voci da ascoltare. Questo volume è un punto fermo, ma anche un invito a continuare: a studiare, eseguire, tramandare. Perché una città vive davvero quando riesce a riconoscere e condividere il proprio suono”-.
