
Angelo Luiso (1886-1965), compositore e direttore di banda
Nel Salento le tradizioni appartengono alla storia di una terra che, trasmettendole, di generazione in generazione, ne rappresentano l’identità. A Salice Salentino (Lecce), si custodisce gelosamente una “Salve Regina“, canto sacro per voce tenorile e banda musicale, che ha i caratteri dell’imponenza e della solennità ed è espressamente dedicato alla “Madonna Della Visitazione” patrona di Salice Salentino.

il simulacro della “Madonna della Visitazione” che si venera a Salice Salentino (Lecce)
Composta dal Maestro Angelo Luiso (Bitonto (Bari) 1886-Salice Salentino (Lecce) 1965), quest’opera, nei mesi scorsi è stata inserita nel Patrimonio Culturale Immateriale della Regione Puglia che ha catalogato la composizione di Angelo Luiso inserendola su “CartApulia” il sistema informativo cartografico e la piattaforma ufficiale della Regione, per la fruizione del patrimonio materiale e immateriale pugliese. La “Salve Regina” di Luiso, inoltre è radicata nella storia e nella vita sociale della comunità di Salice Salentino, e ciò ha contribuito al riconoscimento ricevuto. Particolare rilievo, poi, assume l’inserimento della “Salve Regina” del Maestro Angelo Luiso nella sottosezione “componimenti musicali con spartiti originali e unici”, all’interno della sezione “Tradizioni ed espressioni orali, fiabe e favole”.

un’immagine giovanile di Angelo Luiso
L’inserimento nei registri ufficiali della Regione pugliese è stato formalizzato con Atto n. 304 del 25 agosto scorso. La “Salve Regina” è una delle espressioni più significative della tradizione sacra e musicale di Salice Salentino (Lecce). Il M° Angelo Luiso donò l’opera alla comunità di Salice Salentino vincolandone l’esecuzione nel giorno della festa patronale. La sua esecuzione è legata alla celebrazione della festività della “Madonna della Visitazione” patrona e punto di riferimento spirituale della cittadina a forte trazione agricola, che conta 7mila500 abitanti a Nord del capoluogo salentino da cui dista 20 km. e che vanta anche l’inserimento nel patrimonio regionale del vino “Salice Salentino” doc. La festa patronale, che si svolge nei primi giorni di luglio, costituisce, ancora oggi, un appuntamento profondamente sentito dalla comunità.

Salice Salentino (Lecce), la solenne processione
Ogni anno, la sera del 1° luglio, la composizione del M° Luiso viene eseguita al passaggio di una solenne processione col simulacro della patrona “Madonna della Visitazione” e di quello di Sant’Elisabetta, i due simulacri addobbati con abiti finemente ricamati, rappresentano il mistero evangelico della “Visitazione” di Mariala alla cugina Elisabetta, in piazza Plebiscito, trasformando l’atmosfera in un vero e proprio momento di preghiera e partecipazione collettiva con sottofondo musicale. La “Salve Regina” di Angelo Luiso, compositore che divenne ben presto salicese di adozione, sposandosi con Maria Aurelia Carrozzo e prendendo alloggio proprio nella piazza centrale della cittadina salentina, dove oggi viene ricordato con una targa marmorea, ed a Luiso il Comune di Salice Salentino ha intitolato anche una via,

l’abitazione dove visse il compositore per lunghi anni

la targa di via Angelo Luiso a Salice Salentino (Lecce)

l’epigrafe che ricorda il musicista
rappresenta una significativa testimonianza della tradizione bandistica sacra pugliese del Novecento, nata in un contesto storico in cui la banda aveva un ruolo centrale nella vita civile e religiosa delle comunità. Angelo Luca Domenico Luiso, figlio di agricoltori, studiò al Conservatorio Musicale “San Pietro a Majella” di Napoli armonia, contrappunto e strumentazione per banda con i Maestri Nicola Bellezza, Davide Delle Cese e Pasquale La Rotella.

Davide Delle Cese

Pasquale La Rotella
Dopo il diploma si dedicò alla composizione e alla direzione di banda. Ha diretto, tra le altre, le bande musicali di Toritto (Bari), Lanciano (Chieti), Salice Salentino (Lecce), Molfetta (Bari), Taranto, Martina Franca (Taranto), Castellana Grotte (Bari) e San Giovanni Rotondo (Foggia). La più longeva presenza sul posio l’ha fatta registrare proprio con la banda di Salice Salentino dirigendo dal 1919 al 1924, poi negli anni ’30 e dal 1955 fino alla scomparsa. Per banda ha composto marce sinfoniche, marce funebri, marce brillanti, pezzi sacri. Oltre “Salve Regina”, da ricordare “Ave Maria”, “Epopea Belga” per la quale ricevette una medaglia d’oro dalla casa reale del Belgio e le marce “La Dea degli Dei”, “Reginetta”, “I Saraceni” “Salice” e “Alba Fiorita”. La prima stesura di “Salve Regina” risale al 1919, come attestano i manoscritti autografi conservati presso la Biblioteca Comunale di Salice Salentino.

una veduta di piazza Plebiscito a Salice Salentino (Lecce)

una delle ultime immagini del M° Angelo Luiso
In origine si trattava di una breve romanza per canto e pianoforte, caratterizzata da un linguaggio intimo e raccolto. Nel 1945 Luiso rielaborò profondamente la partitura iniziale, trasformandola in una cantata per tenore e banda di più ampio respiro. L’opera assunse così una struttura articolata, composta da sezioni connesse tra loro, in cui si alternano momenti di lirismo melodico a passaggi più declamati, sempre con grande attenzione alla dimensione espressiva del testo sacro. Le due versioni condividono alcuni nuclei tematici, ma quella del 1945 rappresenta una vera rifondazione compositiva. Il processo creativo proseguì fino a una successiva stesura del 1960, nella quale vennero introdotte modifiche significative, tra cui un finale più breve e una diversa concezione degli interventi solistici. Nonostante questo, è proprio la versione del 1945 ad essersi consolidata nella tradizione esecutiva, probabilmente per una scelta dello stesso autore, che ne riconosceva un maggiore equilibrio complessivo. Lo spartito originario di “Salve Regina” è stato donato al Comune di Salice Salentino dalla nipote del compositore, Maria Calcagnile, nel 1987. La strumentazione prevista da Angelo Luiso rispecchia gli organici bandistici dell’epoca, caratterizzati da una dovizia timbrica oggi sicuramente non replicabile. L’impiego di strumenti quasi scomparsi, come il clarinetto contralto o la tromba bassa, contribuì a creare un impasto sonoro particolarmente complesso e stratificato. Con il passare del tempo, l’evoluzione degli organici bandistici ha portato a una progressiva riduzione e standardizzazione delle sezioni strumentali, rendendo sempre più difficile eseguire fedelmente la partitura originaria. Questo ha generato nel tempo esecuzioni parziali, lacunose o alterate. Nel 2008 il M° Marco Grasso ha condotto un importante intervento di revisione e restauro della partitura.

il M° Marco Grasso

il frontespizio della partitura revisionata da Marco Grasso
Il lavoro è stato sviluppato secondo un approccio filologico, con l’obiettivo di restituire all’opera la sua integrità musicale e la sua coerenza esecutiva. Le principali direttrici dell’intervento hanno riguardato la ricostruzione della strumentazione originaria adattata agli organici moderni, la correzione dei vuoti strumentali, la rimozione delle modifiche stratificate nel tempo e il recupero della corretta prassi esecutiva. Particolare attenzione è stata dedicata alla linea vocale, riportata a una dimensione espressiva coerente con la natura devozionale del brano. La sua esecuzione non rappresenta semplicemente un evento musicale, ma un momento rituale di grande rilevanza collettiva, atteso ogni anno con forte partecipazione emotiva dalla popolazionelocale e dai visitatori.

Luglio 2026 il tenore Gabriele Mangione canta la “Salve Regina” di Angelo Luiso, accompagnato dalla banda diretta dal M° Marco Grasso
Storicamente, alla qualità dell’esecuzione nella piazza di Salice Salentino veniva attribuito anche un valore simbolico legato alla prosperità dell’annata agricola. Nella percezione collettiva, l’interpretazione della cantata assumeva quasi una funzione propiziatoria, influenzando idealmente l’andamento dei raccolti. Questo ha contribuito a generare una forte responsabilità interpretativa, ancora oggi profondamente percepita dagli esecutori. La “Salve Regina” rappresenta un elemento identitario di grande valore per la comunità locale: E’ patrimonio condiviso in cui si intrecciano musica, devozione religiosa e tradizione sociale. La comunità composta da musicisti, direttore di banda, tenore, istituzioni locali, clero e popolo, è tutta partecipe di un evento che continua a mantenere una forte vitalità grazie alla continuità della sua esecuzione annuale.

“Salve Regina” cantata per tenore e banda, patrimonio culturale della Puglia
Restano tuttavia presenti alcuni fattori di rischio, tra cui la complessità tecnica dell’opera, la difficoltà nel reperire organici adeguati per l’esecuzione dello spartito, la perdita di strumenti storici e il possibile disinteresse delle nuove generazioni. La salvaguardia di questo patrimonio richiede, quindi, una prassi esecutiva riconosciuta, una direzione artistica qualificata, la formazione dei musicisti e una costante documentazione delle esecuzioni. Senza questi interventi, esiste il rischio concreto, infatti, che l’opera venga progressivamente abbandonata o eseguita in una forma non conforme alla sua identità originaria. La “Salve Regina” di Angelo Luiso rappresenta oggi un gioiello, patrimonio culturale immateriale di straordinario valore e la sua tutela, perciò, è fondamentale per garantirne la trasmissione alle future generazioni.
