
Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri, colore ed emozioni
Il Maestro Massimo Martinelli nato a Roma 60 anni fa, da 25 anni ricopre il ruolo di direttore della banda dell’arma dei Carabinieri. Diplomato in Composizione, Direzione d’Orchestra, Strumentazione per Banda, Direzione di Coro e Pianoforte, ha ricoperto ruoli di prestigio e direttoriali anche nella Banda Musicale della Guardia di Finanza ed in quella Centrale della Marina Militare. Il M° Massimo Martinelli, quindi, è figura di grande esperienza nel mondo delle bande musicali con le stellette. Lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione sulle bande musicali in Italia proiettando il discorso anche verso il futuro dei complessi bandistici.
Maestro Martinelli, nella sua esperienza di direttore della Banda dei Carabinieri, ha potuto rendersi conto di quanto sia importante la cultura della banda in Italia. I concerti tenuti dalla sua compagine strumentale nelle varie città italiane sono un costante “termometro” per comprendere l’attenzione del pubblico verso questo genere musicale. Secondo lei, qual è la situazione della Banda in Italia?.
In effetti essere direttore della Banda dell’Arma – sottolinea il M° Massimo Martinelli – da più di venticinque anni, mi ha consentito di poter guardare la realtà bandistica italiana da un luogo d’osservazione privilegiato. Il mio è un punto di vista che tiene conto della realtà musicale delle bande militari e che ha l’opportunità di confrontarsi continuamente col mondo bandistico delle cosiddette bande “civili”. In un tempo così lungo ho potuto constatare l’evoluzione e i cambiamenti delle nostre bande, sia militari che municipali, entrambe queste realtà impegnate nel cercare di stare al passo con i tempi e con i mutamenti della società.

Il M° Massimo Martinelli, da 25 anni dirige la Banda dell’Arma dei Carabinieri
La popolazione in Italia continua ad amare le bande che hanno una vicinanza spirituale con la gente, maggiore rispetto alle orchestre. In un certo senso la popolazione si identifica più con loro, che portano un messaggio musicale alla portata di tutti, che non con le orchestre ritenute la fonte di espressione della musica classica, vissuta, in particolare dai giovani, come lontana dai gusti e dalle tendenze musicali odierne. Le bande hanno dovuto fare uno sforzo rispetto al passato, quando erano più integrate nella società ed erano in grado di cogliere facilmente le esigenze della popolazione, in particolare dei piccoli centri, di sentirsi comunità, aggregandosi sotto uno stesso vessillo e il termine gotico “banda” sta proprio a significare: insegna, vessillo, bandiera. A partire dagli inizi del secolo scorso la banda, al seguito dell’insegna comunale, accompagnava le cerimonie religiose e civili, alla presenza delle autorità municipali rendendo solenni queste manifestazioni di giubilo popolare e rendendo un servizio che la comunità apprezzava e riteneva necessario.

La banda dell’Arma dei Carabinieri, radici storiche
Oggi, in un periodo di crisi di gran parte dei valori identitari che rendevano forte e coesa la società civile di un tempo, la partecipazione civile, basti pensare al voto durante le tornate elettorali, è venuta sempre meno, essendo anche aumentata in maniera determinante la presenza nel nostro paese di comunità provenienti da paesi lontani con professioni religiose diverse che hanno importato da noi gli usi e i costumi delle loro culture di provenienza. Inoltre spesso manca a questi organismi musicali il sostegno economico di cui godevano in passato e che oggi ne mette in dubbio persino la sopravvivenza. D’altronde i giovani si ritrovano ad aggregarsi più in un “Rave Party” che in altri contesti che ritengono superati. Ma per quanto riguarda la Banda dei Carabinieri la mia impressione è che la sua rappresentatività non sia venuta meno, a più di 100 anni dalla sua istituzione ufficiale nel 1920, così come l’affetto della gente di cui gode quando si esibisce in Italia, sia nei grandi centri che nei più piccoli paesi”-.

un’altra immagine del M° Massimo Martinelli
La società è in continua evoluzione, sistemi economici, educativi, tecnologici, culturali si modificano velocemente rispetto ai secoli passati. Come affronta la Banda tali cambiamenti per rimanere un baluardo di inestimabile valore storico-culturale?
-“Potremmo paragonare la banda – replica il M° Martinelli – ad una tecnologia analogica rispetto all’innovazione più recente, quella digitale, più all’avanguardia, che si avvale di nuove tecnologie di produzione, o ri-produzione, del suono, più attrattive per i giovani sempre alla ricerca di nuove sonorità e diversi modi di esprimersi attraverso la musica. Ma come spesso accade nelle nuove conquiste sociali e culturali, nel progresso tecnologico qualcosa si guadagna, ma allo stesso tempo qualcosa si perde. Per fare un paragone con il mondo della discografia, per quanto riguarda il modo di ascoltare la musica, si è passati, in tempi rapidissimi, dalle audiocassette ai dvd e alla musica scaricata, spesso gratuitamente, da internet, ciò che sembrava una conquista si è rivelata una perdita di valore nei confronti di un’ascolto “vero”, attento e partecipe da parte di chi volesse godere di un’esperienza musicale ricca di valore e coinvolgente dal punto di vista emotivo.

Banda dei Carabinieri, possente organico
Le sensazioni provate ascoltando un vecchio disco in vinile con un buon impianto stereofonico, sono di certo più appaganti, garantendo un suono più vicino alla realtà di quello prodotto da un mp3, che taglia molte frequenze dei suoni originali rendendo il prodotto finale una mera copia sbiadita rispetto all’originale. La musica si trasforma più in un prodotto di laboratorio senza vita né anima, incapace di “arrivare” all’ascoltatore, di toccare le corde del suo cuore. L’esperienza dell’ascolto così attrattiva e di grande impatto emotivo – aggiunge Martinelli – si trasforma in un incontro freddo e distaccato che raramente procura forti emozioni. La banda è invece un luogo di sperimentazione di forti emozioni musicali determinate innanzitutto dall’incontro e dalla produzione e condivisione da parte dei musicisti di musica dal vivo con tutti i difetti che questa può avere, ma con i pregi di un prodotto umano che genera gioia e soddisfazione quando lo si condivide con persone di estrazioni sociali, provenienze culturali, età, caratteri così variegati. Ecco perché le bande, molto più diffuse delle orchestre in Italia, rappresentano innanzitutto un collante sociale di inestimabile valore, una testimonianza viva di valori musicali condivisi, una memoria storica di tempi passati ma al contempo, come un Giano bifronte, sono rivolte al futuro attraverso la musica originale per strumenti a fiato, le trascrizioni di brani classici e moderni scritti per altri organici e gli arrangiamenti di brani contemporanei di musica pop e jazz”-.

“Le bande sono un collante sociale di valore inestimabile”
La centralità del repertorio, direttamente collegato con l’organico strumentale, rappresenta la centralità di una compagine musicale. Qual è la sua idea di repertorio e quale tipologia di brani predilige?.
-“Entrando nel merito dei repertori nulla è precluso alla banda – dice in proposito il M° Massimo Martinelli – considerata un tempo un tipo di espressione musicale popolare legata esclusivamente alle feste di paese e artisticamente poco “evoluta”. Oggi le bande militari insieme a diverse orchestre di fiati sparse in tutto il territorio nazionale sono compagini di altissimo livello professionale con un repertorio che, come dicevo, spazia in diversi generi musicali, dalla musica classica a quella contemporanea e talvolta in ambiti di sperimentazione musicale. Anche io ho sentito la necessità di sperimentare le diverse sonorità della banda anche in situazioni orchestrali inedite, scrivendo un brano dal titolo Liquid eseguito nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma, per orchestra Gamelan Giavanese e Banda: un esperimento pienamente riuscito che ha messo insieme due orchestre con risultati inattesi e strabilianti, a detta di chi ha potuto assistere a quel concerto dal repertorio particolare e inedito.

Alcuni strumenti del “Gamelan Giavanese” (Indonesia)
Pur amando il repertorio classico, che con la banda dell’Arma dirigo da più di venticinque anni e che non può mancare nei nostri programmi di concerto, ritengo opportuno frequentare la grande musica di ogni epoca, dal barocco, che così tanto ha dato alla musica per fiati, alla musica del periodo romantico e tardoromantico fino a quella della contemporaneità, laddove per contemporaneità non intendo solo la musica contemporanea eurocolta, ma non va trascurata la lirica che ha consentito alle bande dell’ottocento e del novecento in Italia che muovevano i loro primi passi nei contesti più svariati di esecuzioni musicale sia all’aperto che nei teatri, di eseguire sinfonie e ouverture di autori quali Bellini, Rossini Donizetti, Wagner e ultimo ma non ultimo, Verdi o fantasie d’opere che le hanno imposte da subito all’attenzione del grande pubblico. Ma essendo anche un compositore conclude Martinelli – amo scrivere per banda, e come me hanno fatto i direttori delle bande, in particolare quelle militari, in Italia. Per celebrare la elezione a Venerabile dell’eroe dell’Arma, Salvo D’Acquisto, ho scritto “Presente” un brano per voce recitante, coro e banda che conto di poter eseguire con la banda dell’Arma nel prossimo concerto per l’Annuale di Fondazione nel prossimo
maggio del 2026.

il vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, eroe di Palidoro di Fiumicino (Roma)
Salvo D’Acquisto era un uomo e un carabiniere che non ha abbandonato il suo posto, né la popolazione civile che doveva tutelare pur sapendo di essere in pericolo, come fanno tanti carabinieri nell’attività di servizio quotidiana e che rispondono: presente! quando sono chiamati ad intervenire”-.
