Le composizioni originali per banda si arricchiscono di nuove opere. Un autore pugliese il Maestro salentino Biagio Putignano, che é anche docente di composizione al Conservatorio Musicale “Niccolò Piccinni” di Bari, da tempo impegnato nella composizione di opere di musica contemporanea e colta, di cui egli stesso é un primario esponente di primo piano in Italia ed all’estero, ha composto due brani del tutto originali, il primo per soprano, strumenti a fiato e piano elettrico e l’altro per organo e orchestra di fiati. Due interessanti lavori che ci illustra, dialogando con l’autore delle originali partiture, Francesco Scarcella, organista, cembalista, direttore d’orchestra e compositore, direttore artistico del festival organistico del Salento.

Biagio Putignano, compositore
Sono numerose le iniziative che il Conservatorio “Niccoló Piccinni” di Bari ha intrapreso per festeggiare la ricorrenza del centenario della sua fondazione che ricorre quest’anno. Oltre a concerti, mostre, rassegne e festivals, è degna di nota la produzione originale di nuove composizioni. Biagio Putignano, vincitore del Concorso a Cattedra per Composizione, indetto dal Ministero nel 1989 e titolare della rispettiva Cattedra presso il Conservatorio Musicale barese sin dal 2000, ha proposto una sua composizione per soprano, strumenti a fiato e piano elettrico Fender-Rhodes intitolata “Wie Eine Erhebung”. La composizione datata 2025 é un ampio omaggio ad Arnold Schönberg (1874-1951) compositore austriaco-statunitense, il primo a scrivere musica al di fuori dalle regole del sistema tonale ed uno dei teorici del metodo compositivo musicale dodecafonico basato su una serie di dodici suoni della scala cromatica tutti di eguale importanza,

Arnold Schönberg esponente della musica dodecafonica
eseguita in prima assoluta il 3 maggio scorso. A Biagio Putignano è stato affidato l’incarico di comporre, poi, un altro lavoro: si tratta di “Voluntary Celebrativo”, un concerto per organo solista e orchestra di fiati, espressamente commissionato per il centenario del Conservatorio di Bari. Abbiamo chiesto a Biagio Putignano come mai ha utilizzato un organico così inusuale, per celebrare il centenario del Conservatorio. -“Si tratta di una scelta ben precisa – sottolinea il compositore originario di Carmiano (Lecce) – con questa composizione ho voluto ricordare due importanti Maestri del Conservatorio, il M° Raffaele Gervasio (1910-1994)

Raffaele Gervasio
compositore molto apprezzato, già docente di Composizione nel Conservatorio barese, su espresso invito di Nino Rota (1911-1979)

Nino Rota
successivamente direttore del Conservatorio di Matera, autore della composizione “Ouverture Inaugurale” per organo e orchestra, che fu eseguita in prima assoluta il 15 aprile 1983 per l’inaugurazione dell’organo ‘Tamburini’ dell’Auditorium “Nino Rota”, annesso al conservatorio. Il brano fu commissionato dalla Provincia di Bari e diretto in prima mondiale dal M.o Rino Marrone

Rino Marrone
all’epoca titolare della Classe di Direzione d’Orchestra del Conservatorio. All’organo sedeva il progettista fonico del monumentale strumento: M° Luigi Celeghin (1931-2012)

Luigi Celeghin, grande organista
l’altro Maestro a cui si fa riferimento. Celeghin negli anni ’60 era stato docente di Organo nella stessa Istituzione, esi prodigò moltissimo per il recupero dell’antica arte organaria della Puglia, e per la produzione di nuove composizioni originali per organo, sia come solista che in formazioni corali e orchestrali. Col suo operato formò una lunga schiera di musicisti nostrani. Ecco – aggiunge Biagio Putignano – la mia composizione intende unire questo ideale cerchio, aggiungendovi a suggello una particolarità: è la prima composizione moderna che prevede la formazione di fiati in dialogo con l’organo; in questo modo intendo rendere omaggio alla secolare tradizione bandistica della Puglia. L’organo a canne, per la sua particolare duttilità, è spesso stato scelto ad interloquire con compagini corali o orchestrali, ma mai con un’ampia formazione di strumenti a fiato”-. Un altro interrogativo da risolvere é legato al titolo “Voluntary Celebrativo” per questo abbiamo chiesto al compositore il significato di questo nome. -“Ho voluto fare riferimento ad una forma compositiva della tradizione organistica inglese – chiarisce Biagio Putignano – che è caratterizzata da una ampia varietà di soluzioni, sia formali che stilistiche, il “voluntary”, appunto. Tale genere di composizione poteva inoltre essere esteso a formazioni di strumenti a fiato, e veniva eseguito principalmente in occasioni di cerimonie, spesso religiose. Per la mia composizione, ho tratto spunto da altri materiali tematici di mia invenzione, lasciandomi guidare dalla libertà di assemblaggio sonoro secondo procedimenti di natura contrappuntistica e di impasti sonori.

La facciata del Conservatorio Musicale “Niccolò Piccinni” di Bari
La sperimentazione timbrica, che in genere prediligo, è stata un po’ circoscritta a piccole sezioni, in virtù del fatto che l’esecuzione avviene a cura dell’Orchestra di Fiati composta prevalentemente dagli studenti del Conservatorio di Bari, guidati dalla mano esperta del M° Antonio Tinelli.

il M° Antonio Tinelli
L’aggettivo celebrativo – dice ancora il compositore pugliese – è chiaramente legato all’occasione del centenario”-. Da quanto Biagio Putignano sottolinea, quindi si tratta di un brano composto, probabilmente su misura per il Conservatorio Musicale di Bari. -“Anche, ma non solo – conferma l’autore- é.un brano che può essere eseguito da qualsiasi compagine di fiati, in formazione da concerto, con un apporto delle percussioni adeguato al ‘peso’ sonoro dell’organico, ma che ha la peculiarità di prevedere l’organo come strumento solista. Il che richiede delle location idonee per l’esecuzione: un auditorium, ampie sale da concerto, oppure una chiesa o cattedrale. Il legame col Conservatorio di Bari è sottolineato anche nella triplice dedica che ho voluto firmare: al Dottor Fabio Diomede, attuale Presidente del Conservatorio, e ai Maestri Corrado Roselli e Valter Nicodemi, che proprio quest’anno si avvicendano alla Direzione dell’Istituzione”-.
Al Maestro Biagio Putignano, quindi abbiamo chiesto se in merito alla formazione musicale che prevede l’accostamento dell’organo all’orchestra di fiati, ha avuto dei riferimenti storici. -“Se si esclude la Kammermusik n. 7 di Hindemith – chiarisce Biagio Putignano – che prevede un circoscritto ensemble di fiati con l’aggiunta di due archi, ho cognizione di pochissimi lavori moderni o contemporanei per questo accostamento organo e orchestra di fiati. In passato, la cinquecentesca Scuola Veneziana di Andrea e Giovanni Gabrieli, zio e nipote, produsse composizioni per “ogni sorta d’istromenti” come la “Sonata pian’ e forte” di Giovanni Gabrieli o le “Canzoni da sonar” di Giovanni Picchi e quindi eseguibili anche con strumenti a fiato. Ma non si tratterebbe di repertorio originale. Nel Sei-Settecento si tentarono varie combinazioni tra organo e fiati, ottoni soprattutto, ma senza risultati duraturi. Esistono pagine romantiche in cui gli strumenti a fiato accompagnano il coro, ma non è previsto l’impiego dell’organo.

L’ Auditorium del Conservatorio Piccinni di Bari
Bisogna aggiungere che col “Motu Proprio” di Pio X sulla musica sacra, agli inizi del Novecento fu vietato l’impiego delle formazioni bandistiche nelle chiese. Tale divieto di fatto inibì produzioni originali per banda e organo, che già nell’Ottocento erano quasi inesistenti, se si eccettua qualche composizione sacra o trascrizioni di lavori orchestrali.

Un’alta immagine del M° Biagio Putignano impegnato nella direzione di coro
La recente attenzione dei compositori moderni e contemporanei – aggiunge Putignano – verso tale formazione, sollecitata soprattutto dalle nuove realtà bandistiche nazionali ed internazionali e da concorsi ad hoc, non mi pare abbia ancora prodotto significativi brani per organo e orchestra di fiati”-. Il Festival Organistico del Salento ha programmato un Concerto Monografico con le musiche corali e organistiche di Biagio Putignano, nella seconda parte della Rassegna programmata per il prossimo mese di novembre. Chiudiamo perció il proficuo incontro con il compositore salentino chiedendogli se oltre quest’ultima occasione ce ne saranno altre per ascoltare la sua musica. -“Certamente – chiosa l’autore dei nuovi brani per fiati e piano elettrico e per organo e orchestra di fiati – grazie alla sensibilità del Professor Salvatore Rizzello, a fine settembre e primi di ottobre nell’ambito dell’ Isufi Winter Performative School di Lecce sono state programmate due rappresentazioni di opere da Camera: “Viaggi Scritti, Viaggi Non Scritti” un mio personale omaggio a Italo Calvino, composto nel 2023 in occasione del centenario della nascita dello Scrittore, e “La Seconda Attesa Di Euridice” del 2013, una reinterpretazione del mito di Orfeo ed Euridice nella rilettura ironica di Gesualdo Bufalino, su libretto di Paolo Peretti”-.
Francesco Scarcella

Francesco Scarcella
