
bande musicali in primo piano nella Settimana Santa in tutta Italia
Tra pochi giorni iniziano i riti della Settimana Santa. Tra fede e folklore, tra riti singolari, a volte anche troppo cruenti, lungo tutto lo stivale, specialmente in occasione del Venerdì Santo, sarà tutto un succedersi di appuntamenti che coinvolgono immense quantità di persone. In quasi tutti i riti la colonna sonora è rappresentata dalle marce funebri eseguite da complessi bandistici e da orchestre di fiati. Facciamo un “giro d’Italia” per mettere a fuoco gli appuntamenti più significativi ma anche quelli meno conosciuti. Abbiamo diviso il “tour” in due parti. In questa prima parte ci occupiamo di 6 regioni. A breve, quindi, il focus su tutte le altre. Risaliamo lo stivale partendo dalla Sicilia terra di grandi tradizioni musicali, culturali e religiose. In Sicilia per la Settimana Santa si vivono giornate intense e si ripercorre la passione di Cristo con grande fervore. A Trapani la Processione dei Misteri è tra le più antiche e lunghe d’Italia. Il mesto corteo sfila per le vie da oltre 400 anni. I gruppi statuari, ben 18, più due simulacri, quelli di Cristo Morto e dell’Addolorata, vengono portati a spalla con un caratteristico passo dondolante detto “annacata”.

Processione dei Misteri di Trapani
Ci si incammina alle 14 del Venerdì Santo e si va avanti per 24 ore con intervallo di una piccola pausa notturna, per lasciare poi spazio alla “Via Crucis” del Sabato Santo. Nella Processione dei Misteri di Trapani i gruppi bandistici sono presenti sin dal 1800 ed hanno poi sostituito definitivamente i cori. Ad Erice (Trapani) la processione è formata 4 gruppi scultorei seguiti dai 3 simulacri del Crocifisso, del Cristo nell’Urna e dell’Addolorata, realizzati nel XVIII secolo. I gruppi avanzano sostenuti con forcelle, una modalità legata anche alla particolare conformazione del centro storico caratterizzato da basolati antichi e da strade impervie. Ad accompagnare il percorso per le vie del borgo c’è sempre una banda musicale.

Ad Erice (Trapani) percorso caratterizzato da basolati antichi e vie impervie
Altro spettacolare rito si svolge ad Enna. Alla processione del Venerdì Santo partecipano duemilacinquecento confratelli incappucciati accompagnati dal suono delle marce funebri. L’artistico simulacro della Madonna dei sette dolori è portata in processione fino a notte fonda. A Caltanissetta, invece, il Giovedì Santo si portano in processione 16 gruppi statuari, le “Vare” mentre il Venerdì Santo si porta in processione, poi, il “Cristo Nero”, un crocifisso di legno d’ebano dichiarato “Signore della Città di Caltanissetta”. La processione è caratterizzata dalla presenza dei “fogliamari”, raccoglitori di erbe spontanee e campestri, portatori del simulacro che incedono scalzi in segno di penitenza.

La Processione dei Misteri di Enna

il “Cristo Nero” di Caltanissetta
Tradizione secolare anche a Scicli (Ragusa) con “annacata”, incedere dondolante, e “vutata”, voltata. Il primo movimento è ritmico da parte dei portatori dei gruppi statuari, il secondo avviene quando i simulacri vengono “vutati”, girati verso ammalati o verso appartenenti ai gruppi di portatori. La processione di Scicli parte il Venerdì Santo nel primo pomeriggio e si conclude al mattino del giorno dopo. Le bande musicali intonano le marce funebri ininterrottamente e la processione è seguita da una gran folla. In Sardegna a Castelsardo (Sassari) si svolge “Lu S’lcravamentu”, rito medioevale, la rappresentazione della deposizione del Cristo dalla Croce. La processione parte dalla Chiesa di Santa Maria ed accompagna in Cattedrale l’Addolorata. Qui il Cristo viene liberato dalla corona di spine e dai chiodi, presentati al popolo ed offerti alla Madonna. La processione si conclude nella chiesa di Santa Maria con l’assalto ai fiori benedetti al contatto con il Corpo del Cristo.

La Processione di Cagliari

e quella di Iglesias (Sulcis Iglesiente)
A Cagliari la Processione dei Misteri è scandita dal suono di tamburi con fedeli e confratelli che indossano suggestive tuniche bianche col cordiglio, non mancano le donne velate vestite di nero. Ad Iglesias (Sulcis Iglesiente) il Venerdì Santo vengono portate in processione sette statue lignee che rappresentano la Passione di Cristo. Vestiti di bianco e incappucciati sfilano i confratelli. In Calabria a Verbicaro (Cosenza) la Processione dei Misteri inizia alle 3 del mattino, è nota come il rito dei “vattienti”, flagellanti. E’ tra i riti più cruenti. I devoti si autoflagellano le gambe a sangue con il “cardillo”, strumento di sughero con pezzi di vetro, per voto. A piedi nudi e vestiti di rosso, percorrono i vicoli del centro cosentino.

il cruento rito dei “Vattienti” di Verbicaro (Cosenza)
A Rossano Calabro, oggi Comune di Corigliano Rossano (Cosenza) il Venerdì Santo vengono portate in processione le “Varette dei Misteri” gruppi scultorei che raffigurano le scene della Passione. La banda segna l’incedere del corteo. Risale al XV secolo la tradizione della Processione dei Misteri, poi, a Mesoraca (Crotone). Qui viene portata in processione la statua dell'”Ecce Homo”.

I Misteri di Rossano Calabro (Cosenza)

La statua dell’Ecce Homo di Mesoraca (Crotone)

I “Mistiari” di Lamezia Terme (Catanzaro)
A Lamezia Terme (Catanzaro) si svolge la Processione de “I Mistiari” con 7 statue del XVII secolo che rappresentano le stazioni della Via Crucis. Molto suggestiva anche la Processione dei Misteri che si svolge a Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria). Il rito inizia la mattina del Venerdì Santo e include la sacra rappresentazione della Passione di Cristo, quindi vengono portate in processione la statue della Passione. Dietro quella dell’Addolorata sfilano “Le Marie”, donne velate vestite di nero, che intonano il canto mariano “Stava Maria Dolente” di Antonio Lotti, accompagnate dalla banda musicale.

“Le Marie” di Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria)
In Basilicata a Barile (Potenza) la “Via Crucis” unisce sacro e profano con la figura della “zingara”, il simbolo del paese, e altri personaggi in costume che rievocano le origini albanesi del centro lucano. A Rapolla (Potenza) durante la Processione del Venerdì Santo, accompagnata dalla banda, si svolge anche una sacra rappresentazione della Passione di Cristo che trasforma le vie del paese in palcoscenico. Numerose le manifestazioni in Puglia tutte con l’immancabile presenza di bande musicali che intonano struggenti marce funebri.

“Zingarelle” alla Processione dei Misteri di Barile (Potenza)

La Processione di Rapolla (Potenza)
La processione più nota, antica e imponente è quella di Taranto. La processione che rievoca la Passione di Cristo parte alle 17 dalla Chiesa Del Carmine e a passo lento e dondolante “nazzicata” attraversa il centro storico e si conclude, dopo più di 15 ore, il mattino dopo col rientro in chiesa dei simulacri e l’esecuzione, da parte dei complessi bandistici, della marcia funebre “Mamma” del M° Luigi Rizzola (1877-1969).

L’Addolorata di Taranto

Luigi Rizzola, compositore di marce funebri

“Le Perdùne” di Taranto
Al corteo a cui fa ala una folla enorme partecipano i confratelli di oltre venti confraternite “le Perdùne”, scalzi, incappucciati e vestiti con saio, mozzetta e scapolari. La processione si muove al suono della “Troccola” un idiofono a percussione diretta che emette un caratteristico suono. A Molfetta (Bari) la processione dei Cinque Misteri inizia alle 3,30 del mattino del Venerdì Santo e va avanti fino alle ore 13. Tra i protagonisti i complessi bandistici, ricordati spesso anche dal M° Riccardo Muti che a Molfetta ha vissuto fino all’età di 16 anni, che eseguono marce funebri della tradizione frutto anche di ricerca, tra cui la famosa ” ‘U Conza Siegge” di Vincenzo Valente (1830-1897) considerato il creatore della tipica marcia funebre molfettese, genere che emoziona e commuove tutt’ora.

lo spartito de “U Conzasiegge” una delle più note merce funebri della tradizione di Molfetta
A Ruvo (Bari) la Processione dei Misteri si svolge con artistiche statue seicentesche tra cui quella della “Desolata”, processione preceduta il giorno prima da quella notturna degli “Otto Santi”. La banda con le sue marce funebri è la protagonista indiscussa della Settimana Santa di Ruvo Di Puglia. Il compito della banda, oltre che di accompagnare la processione creando suggestione, è quello di ritmare il passo lento e dondolante dei numerosi portatori dei simulacri. Buona parte delle marce funebri è stata composta da autori locali come i fratelli Antonio e Alessandro Amenduni e Basilio Giandonato.

il M° Alessandro Amenduni autore di marce funebri

il fratello M° Antonio Amenduni, anch’egli autore di marce funebri caratteristiche di Ruvo (Bari)
Anche a Ruvo vi è la presenza della troccola “trozzua” e del tamburo “tammùrre”, questi due strumenti hanno una precisa funzione: il tamburo compie un giro dell’itinerario prima dell’uscita dei simulacri, battendo dei colpi per richiamare l’attenzione della cittadinanza in vista dell’uscita della processione, quando sarà poi accompagnato dalla grancassa; la troccola, viene utilizzata per ricordare il martello che inchiodò Cristo alla Croce. Anche a Bitonto (Bari) con la Settimana Santa si celebra solennemente la connessione tra musica e cultura pugliese. Per l’occasione oltre la Processione dei Misteri vine eseguito un Concerto con marce funebri della tradizione. A Canosa (Barletta-Andria-Trani) si vive una settimana santa molto intensa. Per il Venerdì Santo la Processione dei Misteri accompagnata dalla banda musicale segna il passaggio di otto statue lignee dette “Misteri” che rappresentano momenti della Passione di Cristo. Il corteo si muove tra fiaccole e profumo d’incenso asperso da numerosi incensieri.

“Le Desolate” di Canosa (BAT)

All’indomani, il sabato santo altra suggestiva processione, che si muove alle ore 9, caratterizzata dal canto di oltre trecento donne velate e vestite di nero, “le desolate” accompagnate dalla musica della banda musicale. In coro cantano l'”Inno alla Desolata” in dialetto canosino tratto dallo Stabat Mater di Jacopone da Todi (1230-1306), composto da Antonio Lotti (1667-1740) e musicato per banda dal clarinettista di Canosa Domenico Iannuzzi (1862-1929). A Foggia la Via Crucis si svolge nella zona centrale della Città con la partecipazione delle confraternite e “l’incontro” della statua dell’Addolorata con quella di Cristo Morto. A San Severo (Foggia) il Venerdì Santo inizia alle 4 del mattino con la processione col simulacro di Gesù flagellato accompagnata dalla banda. Un’ora dopo parte la processione della confraternita “Orazione e Morte di Gesù” ed a seguire si incamminano le processioni della Croce e dell’Addolorata. Alle 6, quindi, avviene “l’incontro” alla presenza del Vescovo.

La Processione di San Severo (Foggia)
A Francavilla Fontana (Brindisi) il Giovedì Santo dopo la Messa in Coena Domini i confratelli del Carmine, detti “Pappamusci”, scalzi e incappucciati, a coppie, fanno penitenza visitando i sepolcri allestiti nelle chiese ma anche le abitazioni per richiamare i fedeli al suono della “trenula”, raganella di legno che emette un suono caratteristico. All’indomani si svolge la la processione dei misteri con i confratelli che portano pesanti croci di legno “Li Trai”, la banda musicale lungo il tragitto suona le marce funebri di tradizione.

I “Pappamusci” di Francavilla Fontana (Brindisi)
In provincia di Lecce degne di nota le processioni di Gallipoli con la presenza dei confratelli, incappucciati. i “Mamai” e scalzi, alcuni dei quali per penitenza portano appese al collo le “Pisare”, grosse e pesanti pietre, altri, vestiti di rosso si percuotono la schiena con la “Disciplina” una frusta con lamine metalliche;

A Gallipoli (Lecce) alcuni confratelli portano appesa al collo una “Pisara”
di Galatina dove si svolge il rito della “Chiamata della Madonna” con la Desolata che riceve nelle sue braccia il figlio Crocifisso, di Maglie dove la Processione dei Misteri si svolge con i portatori dei simulacri che indossano un elegante smoking, papillon, guanti bianchi e scarpe nere lucide. Il corteo è accompagnato dalla banda musicale che fa da sottofondo anche ad un coro di donne in canti mesti e dolorosi.

Gli eleganti portatori di Maglie (Lecce)

Gli incappucciati di Isernia
Chiudiamo col Molise. Ad Isernia, si svolge la Processione del Cristo Morto che è resa caratteristica dalla presenza di incappucciati. Per restare anonimi i penitenti vestono delle tuniche con cappucci bianchi, essi intonano canti funebri e invocazioni. I confratelli, invece, indossano mantelline colorate.
Fabrizio Carcagni
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