
banda musicale e riti della Settimana Santa binomio indissolubile
Nella prima parte del “giro d’Italia” che abbiamo voluto dedicare alle manifestazioni che si svolgono nella Settimana Santa, in particolare il Venerdì Santo, con colonna sonora assicurata dalle bande musicali, ci siamo occupati di sei regioni. Proseguiamo adesso il focus sulle tante manifestazioni che costituiscono un vero tesoro culturale, musicale e folkloristico nelle altre regioni italiane. In Campania è suggestiva e molto partecipata la Processione dei Misteri che si svolge a Procida (Napoli). Nella piccola isola dell’arcipelago napoletano ci si sveglia di buon mattino e la processione si avvia alle 7,30. I Misteri vengono raffigurati con tavole rappresentative e carri allegorici realizzati in maniera artigianale con materiali poveri, essi rappresentato vita, passione e miracoli di Cristo. Il passaggio della settecentesca statua lignea di Gesù morto e di quello dell’Addolorata vengono sottolineati dal suono di trombe e tamburi che poi segnano l’incedere del corteo.

Un’immagine della Processione dei Misteri di Procida (Napoli)
A Sorrento (Napoli) la notte tra Giovedì e Venerdì Santo si svolge la “Processione Bianca”, dedicata all’Addolorata. I confratelli, vestiti di bianco e con il volto coperto dal cappuccio in segno di anonimato e penitenza, percorrono le strade cittadine in un silenzio carico di tensione spirituale, rievocando la ricerca del Figlio di Dio arrestato. La sera del Venerdì Santo è invece il momento della “Processione Nera” del Cristo Morto, guidata dall’Arciconfraternita della Morte. Il saio scuro, le fiaccole e le marce funebri da parte delle bande musicali accentuano il senso di lutto e contemplazione. Il canto del Miserere, da parte dei partecipanti, spesso è eseguito in latino. Durante il corteo sfilano i “martìri”, manufatti artistici tridimensionali realizzati in cartapesta e legno, sono i simboli della Passione: corona di spine, chiodi, lancia e spugna imbevuta d’aceto.

Sorrento (Napoli), la “Processione Nera”
A Sarno (Salerno) si svolge la “Processione dei Paputi”, il termine “paputo” sta ad indicare una persona pacchiana e sciocca. Il significato reale, peò, è molto più misterioso: nello spagnolo arcaico esisteva il termine “paputo” come sinonimo di diavolo; per questo divenne un termine per indicare l’aiutante del boia, risalente al 1200, con i fedeli incappucciati che portano croci di legno di vario colore.

Sarno (Salerno), la “Processione dei Paputi”
A Vallata (Avellino la Processione dei Misteri risale al 1541. Vi partecipano oltre 200 figuranti vestiti da soldati romani. Il corteo è cadenzato dal suono di tromba e tamburi. La Processione di Sessa Aurunca (Caserta) si muove al tramonto.La banda cittadina suona le marce funebri per tutto il tragitto. Finestre e balconi vengono illuminati con lumini e nelle piazze, invece vengono accesi suggestivi falò.

Falò e lumini a Sessa Aurunca (Caserta)

A Chieti 360 tra musicisti e coristi intonano il “Miserere”
In Abruzzo a Chieti si svolge una “Via Crucis” tra le più antiche d’Italia. I confratelli incappucciati portano i simboli della Passione e la statua del Cristo Morto e si esegue il “Miserere” del compositore teatino Saverio Selecchy (1708-1788) cantato da 160 coristi accompagnati 200 musicisti. A Lanciano (Chieti) suggestiva Processione notturna con fiaccole e statue lignee. A Sulmona (L’Aquila) la Processione dei Misteri è caratterizzata dalla lentezza solenne del corteo e dalle marce funebri eseguite da bande musicali e cori.

A Sulmona (L’Aquila) non mancano banda musicale e cori
Nel Lazio ad Alatri (Frosinone) per il Venerdì Santo si svolge la ricostruzione storica del dramma del Golgota con quadri commemorativi che rievocano la Passione di Cristo. A Civitavecchia (Roma) viene rappresentata, durante la Processione del Venerdì Santo, Morte e Passione di Gesù. Per partecipare alla processione bisogna iscriversi. Le stazioni della Via Crucis sono rappresentate da carri allegorici retti da incappucciati e penitenti.

incappucciati e penitenti alla Processione dei Misteri di Civitavecchia (Roma)

A Sezze (Latina) oltre 500 attori e figuranti
Oltre 500 tra attori e figuranti, prendono parte alla sacra rappresentazione che si svolge a Sezze (Latina) durante la processione vengono realizzate 41 scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Ad Orte (Viterbo) la Processione del Venerdì Santo è antichissima di molti secoli e coinvolge ben 500 figuranti. I “cirenei” portano pesanti croci e trascinano catene legate alle caviglie, i penitenti, poi, si muovono scalzi. Durante la processione viene intonato lo “Stabat Mater” con accompagnamento da parte della banda musicale.

Orte (Viterbo), la Processione dei “Cirenei”
Nelle Marche ad Osimo (Ancona) si svolge la “Processione dei Sacconi” anche qui con rievocazione storica. L’incedere del corteo è segnato dalle “battistangole”, tavole di legno dal suono caratteristico. I confratelli procedono indossando i sacconi, sacchi e cappucci neri, con in mano le fiaccole.

Osimo (Ancona), la “Processione dei Sacconi”
A Porto Recanati (Macerata) la tradizione prevede la Processione della “Bara de Notte” con la un antico catafalco con la statua del Cristo morto portata a spalla da 12 pescatori detti “sciabegotti”, da sciabega, rete da pesca in dialetto locale. In Umbria a Bevagna (Perugia) per il Venerdì Santo si svolge la Processione e la “Corsa del Cristo Risorto” che ha origini nel 1300 quando per le vie della città girovagavano flagellanti, predicatori e pellegrini. Una banda accompagna rumori di catene, fiaccole, i crociferi incappucciati e le 3 Marie attraversano Bevagna la notte del venerdì santo, fino al passaggio del Cristo Morto e della Madre Maria. La domenica di Pasqua, La statua di legno del Cristo viene portata correndo fino all’altare maggiore della chiesa di San Michele Arcangelo. Ad Umbertide (Perugia) processione lungo le vie del centro storico con banda cittadina al seguito. La partenza è alle 20,30 dalla chiesa di San Francesco. A Gubbio (Perugia), infine, la Processione è aperta dai confratelli vestiti di sacco bianco con le “battistrangole” e portano nelle mani un teschio, che simboleggia il Golgota, e altri simboli della Passione di Cristo.

una “battistangola”
Dietro ai confratelli sfilano le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata, seguono poi i cantori del Miserere. E passiamo alla Toscana. A Firenze il giorno di Pasqua il “Brindellone” un carro storico, trainato da buoi, viene acceso da un razzo a forma di colomba all’interno del Duomo. A Grassina (Firenze) il Venerdì Santo, invece, coinvolge 500 figuranti e 100 attori con due momenti distinti: la processione e poi le scene recitate del Calvario che si svolgono su una collina.

Grassina (Firenze) 600 attori e figuranti per processione e scene recitate del Calvario
A Chianciano Terme (Siena) si svolge, invece, la “Antica Giudeata” che affonda le sue radici nelle sacre rappresentazioni seicentesche: un vero e proprio viaggio nel tempo. Al lungo corteo storico, che parte alle 21,30 dalla Chiesa della Collegiata seguono la processione, con in testa la banda cittadina “Bonaventura Somma”, le sacre effigi del Cristo morto e l’Addolorata con al seguito i fedeli in preghiera. Prima di rientrare nella Chiesa Collegiata, per adorare il Cristo ligneo. A Piancastagnaio (Siena) la “Processione degli scalzi” parte alle 21e attraversa il centro storico rischiarato dalla luce di torce e candele con tre uomini che portano, scalzi, pesanti croci di legno. Anche a Pienza (Siena) il venerdì santo è teatro della “Processione degli scalzi” durante la quale la statua del Cristo morto è portata in processione preceduta da 12 penitenti scalzi, incappucciati e con una fiaccola. A Livorno viene messa in scena la Passione di Cristo con 35 figuranti. La sacra rappresentazione si svolge davanti la Chiesa di Santa Caterina.

Castiglion Fiorentino (Arezzo)
La Settimana Santa a Castiglion Fiorentino (Arezzo) rappresenta uno dei momenti più suggestivi. Le celebrazioni, si svolgono dal Martedì Santo fino alla notte del Sabato Santo e sono scandite da processioni notturne seguite dalla banda musicale. Culminano nel rito della “Volata” del Cristo Risorto, la cui statua viene portata di corsa per suggellare la resurrezione. La processione più solenne si svolge il Venerdì Santo, quando tutte le statue delle processioni precedenti si uniscono a quelle del Cristo morto e dell’Addolorata. La statua del Cristo morto è portata dalla Confraternita del Gesù, vestita di blu, mentre quella della Madonna Addolorata è accompagnata dalle “Pie Donne”, vestite di nero, non manca la banda musicale che sottolinea con le marce funebri il passaggio del corteo. Arriviamo in Emilia Romagna. A Pennabilli (Rimini) si svolge la “Processione dei Giudei”. I giudei in costume seicentesco scortano i simulacri di Cristo Morto e dell’Addolorata. L’incedere del corteo è scandito da trombe e tamburi. Processione del Cristo Morto a Portico di Romagna (Forlì-Cesena). Si tratta di un rito devozionale nel suggestivo borgo medioevale di poche centinaia di abitanti, illuminato dalle torce. Il corteo viene accompagnato da una banda musicale che ritma il passaggio della processione. A Frassinoro (Modena) gli abitanti del borgo compongono quadri viventi che raffigurano i vari episodi della Passione di Cristo. La rappresentazione è di grande suggestione e risale ai tempi della Controriforma. La Via Crucis si tiene solo ogni tre anni quindi quest’anno tornerà a svolgersi. Ed eccoci in Liguria.

Savona, “Processione Drammatica”
A Savona si svolge la “Processione Drammatica”. Qui vengono custodite dalle confraternite cittadine 15 “casse”, gruppi statuari lignei artisticamente decorati e dipinti che raffigurano la Passione di Cristo. La processione è accompagnata da bande musicali e coristi. A Ceriana (Imperia) viene allestito un sepolcro con antiche statue lignee a grandezza naturale e si suonano i tipici corni di corteccia, dal suono lugubre e intenso, realizzati con corteccia attorcigliata di castagno e le “tabulae”, tavolette di legno percosse fa un bastone di ferro che produce un suono caratteristico. I corni vemgono realizzati artigianalmente il Giovedì Santo.

uno dei corni artigianali realizzati a Ceriana (Imperia)
Passiamo ai riti che si svolgono in Piemonte: A Vercelli si svolge la “Processione delle Macchine”. Vengono portati in processione gruppi statuari detti “macchine” che rappresentano i Misteri della Passione. Sacra rappresentazione anche a Roccaforte Mondovì (Cuneo). La rappresentazione si snoda a partire dalla scena dell’ultima cena, attraverso la preghiera al Getsemani, l’arresto, il processo di Anna, Caifa, Pilato ed Erode, la condanna a morte, la Via Crucis con gli incontri con le donne di Gerusalemme, con Maria Maddalena, con la Madonna e la Veronica; e si conclude con la Crocifissione. A Venaus (Torino) si svolge il Giovedì Santo una processione con il “Cristo Rosso” che ripercorre la Via Crucis con figuranti che rappresentano le scene della Passione. In Valle d’Aosta, nel capoluogo Aosta di rilievo la Via Crucis del Venerdì Santo alle 20,30 con partenza dall’Arco di Augusto e arrivo in Cattedrale.

Venaus (Torino) processione col “Cristo Rosso”
In Lombardia a Montevecchia (Lecco) la Vis Crucis del Venerdì Santo parte alle 21 e sale sulla collina fino ad arrivare fino alla chiesa parrocchiale dopo aver fatto tappa nella frazione di Piotta. A Gromo (Bergamo) la Processione dei Misteri è accompagnata dalla banda e caratterizzata da fuochi accesi durante il percorso. Sui cancelli delle abitazioni vengono incollati gusci di lumaca riempiti con olio o grasso e uno stoppino, trasformandoli in piccole fiammelle che rischiarano le vie. Il Giovedì Santo, gli abitanti si dedicano alla preparazione dei “bocconi”, stracci imbevuti di liquido infiammabile sistemati nei secchielli attaccati alle croci e quando vengono accesi, danno simbolicamente “fuoco” alla croce. La sera del Venerdì Santo la processione notturna prende vita con la statua del Cristo morto che percorre la via principale.

Gromo (Bergamo) si preparano le croci da incendiare
Ad aprire la processione, un Crocifisso del Cinquecento, seguono i fedeli che accompagnano i sei Crocifissi e gli otto simboli della Passione, che precedono la Statua del Cristo morto. Al termine del rito, la tradizione gastronomica si intreccia con quella religiosa e la comunità si riunisce per condividere la “maiassa”, tipica torta con farina gialla, cipolle o porri, fichi secchi e mele. Uno sguardo ai riti del Veneto: A Venezia si tiene una suggestiva rievocazione della Passione. I figuranti indossano costumi storici, partono dalla chiesa di San Giovanni in Bragora e attraversando il centro raggiungono piazza San Marco. In Friuli a Cercivento (Udine) si svolge la Processione del “Bacio Delle Croci” in cui le croci delle varie chiese vengono portate in processione e concludono il rito col “bacio” a quella della Chiesa Madre. In Molti paesi della Carnia si svolgono poi processioni silenziose accompagnate dal suono di “raganelle” o “battaglini”. In Trentino, infine, a Claut (Pordenone) l’appuntamento con la processione del Venerdì Santo è lungo le vie cittadine. Il corteo, fermandosi 14 volte, ripercorre la passione di Cristo.

Claut (Pordenone)

Si azionano i “Batatocs”
Guida la rappresentazione “l’uomo vestito di bianco”, Gesù, incappucciato e scalzo, con la croce in spalla chiede penitenza. Le stazioni, in passato riprodotte da quadri, vengono rappresentate da comparse che interpretano la Passione di Cristo. Case, cortili e finestre vengono illuminate da luci e candele, i prati e le strade da bracieri di fuoco e torce. Il suono ritmico e rituale è scandito dai “batatocs”, strumenti locali particolari che riproducono ognuno il suono di più tamburi.
Fabrizio Carcagni
