INCONTRO CON IL MAESTRO ANDREA ROLANDO GIOVANE E AFFERMATO MUSICISTA E COMPOSITORE DI MARCE PER BANDA. Con la marcia “In Partenza!” si è aggiudicato il primo premio al concorso nazionale di composizione “Massimo Boario” di Torino

by Mimmo

Il M° Andrea Rolando

Andrea Rolando ha vinto per ben due volte il concorso nazionale di composizione di una marcia per banda “Massimo Boario” di Torino. Boario (1880-1956), compositore, direttore di banda ed editore musicale ha fondato in Piemonte numerose bande ed è considerato uno dei massimi compositori piemontesi di musica per banda del ‘900, con 580 opere composte di cui oltre 200 per banda.

Massimo Boario (1880-1956), direttore di banda, compositore ed editore musicale

Dopo aver ottenuto il primo premio nel 2020 con la composizione “Bella Dormiente” Il M° Andrea Rolando si è classificato al primo posto nel concorso torinese anche nell’ottava edizione della competizione che ha contemplato 21 composizioni partecipanti con autori da tutto lo stivale, a Novembre del 2025, con la marcia dal titolo “In Partenza!”. Andrea Rolando oltre il diploma di merito, in questi giorni con la cerimonia finale della manifestazione, riceverà anche un un premio di duemila euro offerto dalla Siae la società che tutela i diritti d’autore. La commissione giudicatrice del concorso piemontese era presieduta dal Maestro Giampaolo Lazzeri, musicista toscano, direttore di bande e orchestre, presidente nazionale dell’Associazione Bande Autonome e direttore artistico del “Fiati Festival” di Ferrandina (Matera), una delle manifestazioni italiane più importanti dedicate alle bande musicali, coadiuvato dai Maestri Davide Boario, compositore ed editore musicale, Marco Calandri direttore della Fanfara della “Brigata Alpina Taurinense” di Torino in qualità di Primo Luogotenente e Pietro Marchetti, titolare della cattedra di sassofono al Conservatorio Musicale “Giuseppe Verdi” di Torino.

il M° Giampaolo Lazzeri, presidente di giuria del concorso di composizione

La marcia “In Partenza” sarà pubblicata dalle Edizioni Massimo Boario e verrà eseguita dalla “Banda Regionale Giovanile dell’Associazione Nazionale Bande Autonome del Piemonte” al primo concerto della stagione 2026. Andrea Rolando, che risiede a Castelnuovo Nigra (Torino) ha studiato fisarmonica, euphonium, trombone, pianoforte complementare e lettura della partitura. Nel 2022 ha conseguito il diploma accademico di primo livello in trombone e nel 2024 quello di secondo livello, laurea magistrale, nel medesimo strumento presso il Conservatorio Musicale della Valle D’Aosta. Dal 2020 si dedica alla composizione frequentando l’apposita classe di Conservatorio ad Aosta mentre dal 2024 è impegnato negli studi di composizione, direzione e strumentazione per orchestra di fiati al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

Al M°. Andrea Rolando, sottolineando il suo percorso professionale che denota una chiara passione verso il mondo bandistico che fa emergere una particolare sensibilità verso “i colori scuri” come trombone ed euphonium, abbiamo chiesto da dove nasce il suo specifico interesse per la banda. -“La mia passione per la musica – sottolinea Rolando – nasce, si può dire, dal mondo corale. Mio padre ha sempre fatto parte di un coro e, fin da bambino, lo seguivo assistendo alle prove. Questo ambiente mi ha sempre incuriosito. Inoltre, quando ero piccolo, durante alcune manifestazioni erano presenti le bande musicali e ne rimanevo affascinato.

Andrea Rolando in versione trombonista

Tanto che già all’età di tre o quattro anni, ogni volta che sentivo passare una banda, per gioco mi mettevo davanti ai musicisti facendo finta di dirigere. I primi strumenti musicali ai quali mi sono avvicinato sono stati il pianoforte e la fisarmonica, che ho imparato a suonare. Successivamente, quando è stata creata la banda della mia valle, ho iniziato a frequentare i corsi di musica, anche se avevo già sedici anni. Il mio avvicinamento alla musica bandistica è quindi piuttosto tardivo rispetto a molte altre persone che hanno iniziato in età più giovane. Durante le manifestazioni bandistiche ho sempre osservato con particolare interesse le parti di controcanto. Perciò mi sono incuriosito dell’euphonium e ho deciso di impararlo. Anni dopo, quando ho scelto di approfondire ulteriormente i miei studi musicali, ho deciso di intraprendere la strada trombonistica, in quanto il trombone è uno strumento versatile e adatto a più generi musicali”-.

Il M°. Rolando mentre dirige

Negli ultimi cinque anni il musicista torinese ha vinto due volte il concorso “Massimo Boario”, gli abbiamo perciò chiesto qual’è stata l’dea ed il percorso che ha seguito nel comporre la marcia che ha vinto il concorso 2025, affinché poi le note si trasformassero in emozioni avvolgendo completamente l’ascoltatore -“È vero, sono già stato vincitore – dice Andrea Rolando – della precedente edizione del concorso con la marcia “Bella Dormiente”, titolo che omaggiava le montagne del paese in cui abito. Tuttavia, ogni marcia e ogni composizione hanno una storia e una costruzione diverse. La scorsa volta mi ero affrettato a completare una marcia che avevo già iniziato ad abbozzare: la composizione era quindi stata pensata appositamente per il concorso, senza alcuna pretesa. Non avrei mai immaginato di vincere. Questa volta la genesi della composizione è stata diversa. Alla fine dell’estate sono partito per la Francia per un impegno di studio e proprio questa partenza mi ha spinto a scrivere una marcia in omaggio alla Banda di Spineto (Torino), che dirigo, come gesto simbolico per compensare la mia assenza. Ho quindi scelto di inserire all’interno della marcia alcune citazioni legate alla Francia: brevi richiami a melodie francesi, disseminati nella partitura, che spero possano essere colti dagli ascoltatori più attenti.

La Banda Città di Spineto (Torino)

La marcia, dunque, è stata scritta per essere eseguita dalla mia banda e l’unico vero vincolo che mi sono posto in fase di composizione è stato quello di renderla di facile esecuzione, così da poterla suonare anche in quelle manifestazioni in cui l’organico risulta ridotto. La principale difficoltà di questo tipo di composizioni, che richiedono semplicità esecutiva, è riuscire comunque a scrivere musica interessante senza mettere in difficoltà l’esecutore. Nella mia ancora limitata esperienza, – aggiunge con semplicità Rolando – devo dire che questa rappresenta sempre una bella sfida. L’opportunità di dirigere ed essere costantemente a contatto con gruppi amatoriali, unita alle conoscenze acquisite grazie agli studi che sto seguendo al Conservatorio di Torino, nella classe di Strumentazione per banda del professor Lorenzo Della Fonte, mi ha permesso di trovare i giusti ingredienti per portare alla luce questa composizione. Una volta terminata la marcia, ho poi scoperto che il concorso “Massimo Boario” era stato nuovamente indetto. Ammetto di aver avuto qualche dubbio sulla partecipazione, dal momento che ero già stato il vincitore della precedente edizione. Alla fine, però, ho deciso ancora una volta di sfidare la sorte e, a quanto pare, ho fatto bene.

un’altra immagine del M° Andrea Rolando che dirige la banda in atmosfera di montagna

Penso di poter dire, però, che è stata l’ultima volta che partecipo a questo concorso, sentendomi ormai pienamente soddisfatto. Sono onorato, comunque, di aver vinto un concorso che celebra un’editrice storica come la Casa Editrice Massimo Boario. L’edizione 2020 celebrava i cento anni dalla nascita della casa editrice, mentre quella del 2025 ha celebrato i cento anni di iscrizione alla Siae dell stessa editrice”-. Il mondo della banda è molto particolare e in questo momento è in evoluzione. E’ in atto un passaggio generazionale in cui occorre indicare la strada giusta da intraprendere affinché non si disperda il lavoro fatto da generazioni di musicisti e tanta passione. Per questo abbiamo chiesto, infine, al M° Andrea Rolando, quali potrebbero essere, secondo lui, i nuovi possibili elementi da tener presenti per le nuove generazioni di ascoltatori e soprattutto di musicisti. -“È vero che la situazione attuale del mondo bandistico è piuttosto delicata – replica Rolando – poiché si muove lungo due correnti opposte. Da una parte, il livello musicale delle compagini bandistiche si è progressivamente alzato: gli studi musicali intrapresi da molte persone hanno permesso anche ai più giovani di essere formati da insegnanti sempre più competenti, contribuendo così a un costante miglioramento qualitativo. Inoltre, fortunatamente, esistono validi compositori e arrangiatori che producono musica finalizzata non solo al divertimento, ma anche alla crescita didattica delle singole bande e dei gruppi. Dall’altra parte, però, emerge il problema del ricambio generazionale: negli anni sono sempre meno i giovani che si avvicinano al mondo musicale e, in particolare, a quello bandistico.

Banda, con la sua musica per superare le barriere sociali

Ritengo che ciò sia dovuto, oltre che dal grande avvento tecnologico di cui sovente si sente parlare, alla crescente presenza di attività e attrazioni che catturano l’interesse dei più giovani. Questo aspetto è anche positivo, perché oggi sempre più persone possono permettersi di coltivare diverse passioni come lo sport o altre attività di svago: possibilità che un tempo erano riservate solo alle famiglie più abbienti. Tuttavia, è importante continuare a promuovere lo studio della musica, perché, anche se può sembrare una frase fatta, gli ambienti musicali amatoriali come cori e bande rappresentano contesti ideali per imparare a vivere nella società. In questi ambienti, infatti, si intrecciano relazioni tra persone di età e provenienze sociali diverse. La musica ha il grande potere di superare qualsiasi barriera sociale e insegna una cosa fondamentale: saper ascoltare gli altri. Mi auguro dunque che il mondo bandistico possa continuare a crescere e a svilupparsi anche in futuro”-.

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