
L’Orchestra Di Fiati Città di Collegno (Torino) in una foto scattata a Riva Del Garda (Trento)
Tradizione e innovazione caratterizzano la strada che porta alla rivalutazione e alla evoluzione del repertorio e delle attività delle bande musicali. Tre mesi fa ci siamo occupati del grande ed apprezzato complesso bandistico Città di Ferentino (Frosinone) diretto dal Maestro Alessandro Celardi, classificatosi al primo posto nella massima categoria “Eccellenza” al concorso internazionale di Riva del Garda (Trento) 2026, col quale abbiamo interagito su interessanti argomenti. Adesso è la volta del Maestro Gianluca Calonghi che dirige il complesso bandistico Città di Collegno (Torino), che incontriamo con piacere, anche alla luce del primo posto ottenuto dalla banda da lui diretta, nella “seconda categoria”dello stesso concorso di Riva Del Garda (Trento). Il Maestro Gianluca Calonghi si è diplomato in clarinetto al Conservatorio Musicale “Giuseppe Verdi” di Torino con il massimo dei voti, aggiudicandosi anche il “Premio Lessona” riservato a studenti eccellenti nello stesso Conservatorio, per il miglior diploma ottenuto fra tutti gli strumenti a fiato del 1995.

Un’altra immagine del complesso musicale di Collegno
Calonghi si è poi perfezionato con Fabrizio Meloni, Michele Carulli, Alessandro Carbonare, Antony Pay, e per il clarinetto basso con Massimo Rissone e Jean Marc Volta. Ha suonato con le orchestre “Pomeriggi musicali” di Milano, “Haydn” di Bolzano, Teatro Regio di Torino, e con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI in un arco di 15 stagioni sinfoniche e in tournée in Svizzera, Giappone, Austria e Germania. Attualmente collabora con l’Orchestra Filarmonica di Torino e con l’orchestra “Camerata Ducale” di Vercelli come primo clarinetto. Nell’ambito della musica da camera ha suonato per l’Unione Musicale di Torino e per “MiTo Settembre Musica”. Dal 2026 suona con clarinetti “Vision” ed è artista endorser di tale marchio. Calonghi è stato docente di clarinetto presso il civico istituto musicale “Arcangelo Corelli” di Pinerolo (Torino) ed insegna clarinetto presso l’istituto comprensivo ad indirizzo musicale di Bussoleno (Torino).

Gianluca Calonghi con il clarinetto basso
Parallelamente alla carriera didattica e concertistica, ha studiato direzione di banda con Lorenzo Della Fonte, Sandro Satanassi e Douglas Bostock. All’età di 19 anni ha iniziato l’esperienza direttoriale con la banda musicale di Piossasco (Torino) ed in seguito è stato direttore, per 16 anni, dell'”Unione Musicale Condovese”, portando la formazione musicale di Condove (Torino) a conseguire il secondo premio al Concorso Internazionale di Malgrat de Mar (Spagna) nel 2007. Nel 2017 gli è stata affidata la direzione artistica dell’Orchestra Fiati di Collegno, alla guida della quale, come detto, ha conseguito il primo premio nella seconda categoria del Concorso Internazionale “Flicorno d’oro” di Riva del Garda. Tra il 2022 e il 2025 ha diretto anche la Filarmonica “San Marco” di Buttigliera Alta (Torino).

L’esibizione dell’Ochestra di Fiati Città di Collegno al Concorso Internazionale di Riva Del Garda (Trento)
Il successo ottenuto al 27° Concorso Bandistico Internazionale di Riva del Garda è un evidente riconoscimento al minuzioso lavoro svolto dal M° Calonghi con i suoi strumentisti. Oltre al brano d’obbligo “Hancock Building” di Benoit Chantry, ha presentato, come brano a libera scelta, “Pilatus: Mountain Of Dragons” di Steven Reineke. Per questo abbiamo chiesto al musicista piemontese quali sono stati i criteri ispiratori nell’affrontare i due brani strumentali, al fine di condividere con il suo organico i progetti compositivi poi apprezzati dalla giuria del concorso. -“La decisione della giuria – chiarisce Gianluca Calonghi – di individuare “Hancock Building” come brano d’obbligo è stata una scelta, a mio parere, molto intelligente.

La banda musicale Città di Collegno
Questo brano esce dal solco dei classici “brani da concorso” un po’ standardizzati, con le solite strutture compositive, difficoltà ritmiche e combinazioni timbriche tipiche delle composizioni fatte apposta per queste occasioni; al contrario è un brano profondo che, pur nascendo da un intento descrittivo, si differenzia per il suo alto livello compositivo, con un tematismo raffinato, soluzioni armoniche ricercate e non sempre di facile codificazione, disegni ritmici originali, forma articolata. Fin dalle prime letture è stato chiaro a tutti che fare le note giuste sarebbe stato l’ultimo dei problemi. È stato necessario scavare il brano a fondo, per assimilare questa profondità compositiva e di conseguenza arrivare ad un’interpretazione matura e consapevole, curando al contempo l’intonazione nei passaggi armonici più sofisticati, e la complessa articolazione, indicata in modo maniacale dall’autore su quasi tutte le note.

Gianluca Calonghi con il clarinetto
Con un brano così ricercato ed elaborato, la scelta del brano libero è ricaduta su “Pilatus: Mountain Of Dragons” di Reineke proprio per cercare di dimostrare la nostra versatilità: un brano più immediato sia all’ascolto che all’esecuzione, non per questo più semplice o banale, in cui è dominante la potenza espressiva, la sfumatura timbrica, la ricchezza della tavolozza dinamica. Un brano più affine al nostro stile interpretativo, che punta molto sull’espressività, sui contrasti dinamici anche estremi, sui contributi dei solisti. In sintesi, l’esecuzione di due brani con caratteristiche così diverse e complementari credo che sia stata una scelta azzeccata per valorizzare la flessibilità interpretativa del gruppo”-. Il concorso di Riva del Garda rappresenta un momento fondamentale nella vita di un direttore e di un’orchestra di fiati, ecco dunque le considerazioni del M° Gianluca Calonghi su come è riuscito a coniugare i suoi propositi di direttore con i tanti “spiriti” dei suoi strumentisti.

Il trofeo di primo classificato nella seconda categoria del concorso di Riva Del Garda
-“Ho cominciato a dirigere l’Orchestra Fiati Città di Collegno nel 2017 – sottolinea Gianluca Calonghi – quindi quello in corso è il mio decimo anno di attività: i tempi erano maturi per mettersi in gioco in un’occasione importante di confronto. La decisione di partecipare al “Flicorno d’Oro” 2026 è stata ufficializzata relativamente tardi, a novembre dello scorso anno. Non nascondo che alcuni musicisti erano un po’ titubanti, dato il tempo di preparazione considerato troppo ristretto. Io non la vedevo così: il concorso sarebbe stato il coronamento di un modo di lavorare che andava avanti da anni, non un evento da costruire da zero, al di là del lavoro specifico sui singoli brani da presentare. Col passare delle settimane è stato chiaro a tutti che la direzione era quella giusta, partendo dalla nostra maturità acquisita nel corso degli anni, insieme alla motivazione importante della partecipazione al concorso. Le ricadute sociali sul gruppo sono state eccellenti.

Orchestra Di Fiati Città di Collegno
Per scelta non ci siamo avvalsi di nessun professionista esterno, e i pochi aggiunti chiamati a coprire qualche buco in organico erano comunque tutti nostri collaboratori storici, o ragazzi che a partire da questa esperienza sono diventati nostri musicisti stabili. Quindi siamo arrivati alla fine del percorso con la consapevolezza che tutto ciò che abbiamo fatto è stato fatto con le nostre forze, e il risultato finale è stato a maggior ragione particolarmente gratificante”-.
La centralità del repertorio, direttamente collegato con l’organico strumentale, rappresenta la centralità di una compagine musicale. Abbiamo perciò chiesto al Maestro Calonghi, qual è la sua idea di repertorio e quale tipologia di brani predilige.

Un’altra immagine del M.o Gianluca Calonghi
-“Ho sempre prediletto – dice in proposito Calonghi – il repertorio originale per banda, di qualsiasi epoca e provenienza: a partire dalle radici storiche europee, con Holst e Vaughan Williams in primo piano, fino ad arrivare ai contemporanei, in particolare ;De Meij e Appermont dai grandi autori statunitensi, primi fra tutti Alfred Reed e Robert Sheldon, fino alle opere meno conosciute degli autori giapponesi, come Kushida. Considero che le massime potenzialità musicali della banda possano essere raggiunte solo col repertorio originale, piuttosto che con trascrizioni di brani pensati in origine per altri organici. Ho la fortuna di dirigere un gruppo di musicisti con i quali c’è totale sintonia sulla scelta del repertorio.

Un’altra immagine della banda musicale di Collegno
Abbiamo l’abitudine di confrontarci con la consulta artistica interna, e in queste occasioni molti dei miei musicisti mi sorprendono proponendo delle perle del repertorio originale che sono andati a scovare. Pur essendo mia la decisione finale sui brani da studiare, questo è un aspetto che amo molto del nostro gruppo. Condividere la scelta del repertorio anziché imporla fa sì che tutti possano essere protagonisti in prima persona. Non disdegno qualche bella trascrizione di colonne sonore – aggiunge Calonghi – sempre che si tratti di composizioni di spessore artistico. Ho una venerazione particolare per John Williams, che ho avuto la fortuna di veder dirigere dal vivo, e che considero artisticamente un epigono del grande sinfonismo del Novecento, sulla scia di Mahler e Sostakovic. Pur non essendo repertorio originale, nei suoi lavori il ruolo dei fiati, degli ottoni in particolare e delle percussioni è sempre di primo piano, quindi nelle trascrizioni più riuscite non si perde assolutamente il carattere originario della sua musica”-.

ancora un’immagine dell’Orchestra Di Fiati Città di Collegno
Essendo la società in evoluzione, abbiamo chiesto a Gianluca Calonghi, infine, come oggi la Banda affronta i cambiamenti epocali, rimanendo un baluardo di elevato valore storico-culturale. -“E’ innegabile che nella società di oggi – replica Calonghi – se la banda continuasse a fare né più né meno ciò che ha sempre fatto negli ultimi cinquant’anni nello stesso modo, sarebbe facilmente destinata al declino. Questo non significa dover rinunciare alla tradizione. Custodire il ruolo culturale pluricentenario delle nostre associazioni non esclude la capacità di evolversi, evitando di rimanere ancorati ad un passato che non c’è più. La sfida più complessa per le bande odierne, e per il mondo dell’educazione musicale in generale, è quella di relazionarsi con una generazione di potenziali allievi immersi in un sistema saturo di sollecitazioni culturali, sociali, sportive e digitali, che frammentano il loro tempo e la loro capacità di attenzione molto più rispetto a qualche decennio fa.

Una vignetta dedicata da “Voci Di Banda” al Maestro Gianluca Calonghi
In questo contesto il rischio che vedo concretizzarsi è quello di fare il “gioco al ribasso”, illudendosi che abbassando il livello musicale del repertorio e accontentandosi di risultati poco più che mediocri si possa ovviare ad un calo generale di impegno e costanza. Per me è vero il contrario. Proprio quando i venti soffiano a sfavore occorre tenere la barra dritta. Perciò è fondamentale rinnovare la didattica e l’approccio relazionale, senza perdere di vista la disciplina e l’impegno che la musica pretende e, soprattutto, senza abbassare l’asticella sull’obiettivo dell’eccellenza esecutiva, da perseguire attraverso lo studio di un repertorio di alto spessore artistico. In questo processo, la figura del Maestro si arricchisce di nuove sfide. Oggi il direttore, soprattutto nelle realtà amatoriali, non può limitarsi a essere una guida tecnica e musicale sul podio, ma è chiamato a rivestire un ruolo di leadership culturale, pedagogica e umana a tutto tondo. Deve saper intercettare la sensibilità dei giovani musicisti e alimentare un entusiasmo collettivo capace di trasformare la fatica dello studio in passione condivisa. In questo modo si potrà dimostrare ai ragazzi che l’impegno richiesto sarà ripagato da una profonda crescita, sia individuale che d’insieme”-.
