
la Grande Orchestra di Fiati Città di Ferentino (Frosinone)
La grande orchestra di fiati “Città di Ferentino (Frosinone)”, con il successo ottenuto alla 26.a edizione del Concorso Nazionale bandistico “Flicorno d’Oro” di Riva Del Garda (Trento), nella massima sezione, quella della categoria “Eccellenza”, è entrata nel novero delle migliori formazioni musicali nazionali e mondiali. Al concorso di Riva Del Garda il poderoso complesso musicale “Città di Ferentino”, ameno centro laziale posto in collina a 395 metri d’altezza ed a 12 km a nord dal capoluogo, che conta poco meno di 20mila abitanti ed una tradizione bandistica di rilievo, ha messo in fila tutti i partecipanti aggiudicandosi il prestigioso primo premio con il punteggio di 93,04/100 con una esecuzione, quindi, che ha rasentato la perfezione assoluta. Non solo il primo premio, al corno solista dell’orchestra di fiati ferentinese Matteo Leone è andata anche una menzione speciale con diploma per la perfezione tecnica del “solo” nell’esecuzione della composizione “Apocalypse” del compositore inglese Derek Bourgeois (1941-2017). Il complesso laziale è diretto dal Maestro Alessandro Celardi.

Il Maestro Alessandro Celardi
Terminati gli studi classici Alessandro Celardi ha conseguito i diplomi in Pianoforte, composizione, Strumentazione per Banda ed il biennio specialistico in Direzione e Strumentazione per Orchestra di Fiati presso i Conservatori musicali di Frosinone e Bologna. Si è perfezionato in direzione d’orchestra con il M° Jo Conjaerts ed ha partecipato a masterclasses presso la “Panula Accademy” di Helsinki, capitale della Finlandia, con il M° Jorma Panula e presso l’Accademia Musicale Pescarese di Pescara con il M° Fulvio Creux. Impegnato principalmente nell’ambiente didattico e della musica per fiati, dirige l’Orchestra di Fiati “Città di Ferentino” da circa 17 anni. Con essa ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a vari concorsi internazionali ricevendo, inoltre, menzioni speciali per la direzione. Alessandro Celardi ha registrato CD ed eseguito prime italiane ed assolute di brani originali per banda. Suoi lavori discografici sono stati trasmessi a Rai Radio Classica e Rai Radio 3. La sua attività in veste di direttore, arrangiatore e compositore spazia in diversi ambiti musicali consentendogli collaborazioni con artisti di fama internazionale. È impegnato, inoltre, costantemente nella valorizzazione del repertorio originale per banda sia come direttore che revisore di importanti pagine del novecento musicale italiano. Celardi è anche direttore artistico del Concorso Internazionale di Composizione per Banda di Corciano (Perugia) e cura la preparazione della “Corciano Festival OrchestraLab”. Attualmente è docente presso il Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone nella classe di musica d’insieme per strumenti a fiato.

La sezione Tromboni dell’orchestra di fiati Città di Ferentino
Abbiamo incontrato il M° Alessandro Celardi per approfondire gli aspetti del lavoro che con grande impegno e passione compie nel campo musicale e del “Progetto Ferentino” di cui da tempo si parla nei più qualificati ambienti bandistici ed orchestrali. Il successo conseguito al Concorso di Riva Del Garda ha fatto emergere un’importante realtà nel mondo della Banda Italiana e internazionale. Dietro c’è sicuramente tanto lavoro, impegno e passione. Abbiamo perciò chiesto al Maestro Alessandro Celardi quali siano state le tappe che hanno portato lui ed il suo grande complesso musicale ad imporsi. -“Il nostro progetto parte da lontano -sottolinea il M° Alessandro Celardi – e il Flicorno d’Oro 2026 è stato un ulteriore momento di crescita per la nostra realtà, fatta di eccellenti amatori, giovani studenti intraprendenti e alcuni validissimi professionisti che supervisionano il lavoro di tutti. Nessuno percepisce compensi: gli obiettivi sono comuni e condivisi.

un’altra immagine del M° Alessandro Celardi
Personalmente sono nato e cresciuto in questa associazione e, dall’autunno 2008, ho iniziato a curarne la preparazione. I concorsi non sono mai stati il nostro unico obiettivo, ma hanno rappresentato, ancor prima che io iniziassi il mio lavoro alla guida dell’orchestra, una tappa importante, utile a uno studio mirato per favorire la crescita musicale di tutti. Nel 2009 – prosegue Celardi – con la prima partecipazione al concorso mondiale di Kerkrade (Olanda), in terza divisione, abbiamo intrapreso un viaggio fatto di successi ma anche di momenti difficili. Abbiamo tenuto alto, con orgoglio, il nome della nostra Città e del territorio laziale. Tanti strumentisti sono passati nella nostra compagine: sono cresciuti, hanno creduto nella musica e oggi vivono di questo e ne siamo orgogliosi. Alcuni si sono conosciuti proprio in orchestra, si sono sposati e hanno creato famiglie. Questa è Ferentino, una realtà come tante, ma profondamente viva. In Olanda abbiamo scalato tutte le categorie del World Music Contest dal 2009 al 2022, partendo dalla terza divisione fino ad arrivare alla categoria concerto. Abbiamo sempre ottenuto la medaglia d’oro, non scendendo mai sotto i 91,27/100 punti (2009) e toccando il nostro record nel 2013 con 96,17/100, che ci ha portato al primo posto assoluto in seconda divisione. Abbiamo raccolto ottimi consensi dalle giurie internazionali e questo ci ha dato la forza per sviluppare la nostra attività concertistica, con progetti ambiziosi, collaborazioni importanti e registrazioni discografiche.

l’applaudita esibizione al Concorso Internazionale
Colgo l’occasione per anticipare l’uscita di due nostri lavori discografici. Il primo vede la partecipazione di eccellenti solisti come Gabriele Mirabassi, Roberto Gatto, Gabriele Geminiani e Monaldo Braconi. Il secondo riguarda due bellissime favole reinterpretate musicalmente da Luca Salvadori, autore anche del nostro brano di riscaldamento a Riva del Garda, con la straordinaria voce di Gianni Fontana. Nel 2022 pensavo di aver contribuito alla realizzazione di un progetto che segnasse, di fatto, la conclusione del nostro percorso nelle competizioni di prestigio. Ma così non è stato. Il progetto “Opera40”, nato durante il periodo del Covid19 per celebrare i nostri primi quarant’anni di attività, ha ottenuto il premio della giuria come progetto più innovativo dell’intero World Music Contest di Kerkrade. Musiche commissionate a Marcello Panni, Luca Salvadori, Fabrizio Derossi Re, Marco Attura e Luca Pelosi, con il progetto video di Francesco Castellani. Abbiamo ottenuto 93,80/100 nella categoria concerto, classificandoci quarti dietro alcune tra le più blasonate bande, guidate, da direttori del calibro di Jan Cober. C’è chi sostiene – aggiunge ancora Celardi che formazioni come le nostre non possano vivere di concorsi, ma debbano investire nella produzione musicale di alto livello.

la premiazione del M° Alessandro Celardi a Riva del Garda
Io sono completamente d’accordo. È proprio per questo che ho sempre considerato i concorsi come un trampolino: un modo per rilanciare, periodicamente, il nostro entusiasmo e l’attenzione della comunità che ci circonda. Non abbiamo risorse da sprecare: abbiamo lavorato duramente per ottenere le attenzioni di cui oggi godiamo, e mantenerle vive significa anche raggiungere risultati che esaltano gli animi. Io ci ho sempre creduto, così come tutti gli strumentisti che hanno lavorato con me. Anche i direttivi che si sono succeduti nel tempo hanno sempre sostenuto l’orchestra, condividendo questo percorso e questo obiettivo. Ci tengo a sottolineare un ultimo aspetto – conclude Alessandro Celardi – tra i risultati ottenuti a Riva del Garda c’è anche la nostra terza partecipazione agli “InnsbruckPromenadenkonzerte”, nel luglio 2027, che rappresenta un nuovo obiettivo da raggiungere con un progetto musicale altrettanto stimolante e del tutto nuovo. Daremo vita ad una prima esecuzione mondiale di un compositore che conosco molto bene e che ho sempre apprezzato”-.

Riconoscimento ricevuto in Municipio a Ferentino (Frosinone)
Al rientro a Ferentino da Riva Del Garda l’Orchestra di Fiati diretta da Alessandro Celardi è stata premiata in Municipio dal sindaco della città Piergianni Fiorletta alla presenza dei sindaci di Anagni (Frosinone), Daniele Natalia, Alatri (Frosinone) Maurizio Cianfrocca e Veroli (Frosinone) Germano Caperna, anche per il progetto culturale “Hernica Saxa” che coinvolge i quattro Comuni del frusinate. La società è in continua evoluzione; sistemi economici, educativi, tecnologici, culturali si modificano rapidamente rispetto ai secoli passati, perciò abbiamo chiesto al M° Celardi come la banda oggi affronta tali cambiamenti restando baluardo di valore storico e culturale. -“L’evoluzione fa parte della storia dell’umanità – dice in proposito Alessandro Celardi – fortunatamente. È la capacità di adattamento e rimodulazione dell’individuo che, troppo spesso, non procede alla stessa velocità. E’ proprio su questo aspetto che dobbiamo concentrare il nostro lavoro, soprattutto con le nuove generazioni. Ritengo fondamentale muoversi su due binari differenti. Da una parte seguire l’innovazione e le esigenze che ne derivano, dall’altra rimanere ancorati a un sistema consolidato, che dal punto di vista didattico resta ancora oggi validissimo.

un’altra immagine dell’orchestra di fiati Città di Ferentino
La banda deve mantenere saldi gli scopi per cui nasce, tra cui quello, fondamentale, di portare la cultura musicale ovunque. Mi considero un nostalgico, ma anche un innovatore, o almeno cerco di esserlo, e proprio per questo credo sia essenziale preservare la pluralità del mondo bandistico: formazioni legate alla tradizione popolare, realtà con funzione civile e religiosa, e altre ancora orientate verso linguaggi e modelli di produzione musicale più innovativi. Tutte, però, devono avere ben chiaro davanti a sé l’obiettivo di perseguire questi scopi al meglio delle proprie possibilità e potenzialità. Ed è per questo che ritengo fondamentale la presenza di direttori preparati, capaci di creare gli stimoli giusti, di progettare con lungimiranza e intelligenza e di costruire quel suono “nobile” che deve contraddistinguere la banda, così come accade per una formazione da camera, un’orchestra sinfonica o un coro. Un mio carissimo insegnante, Antonio D’Antò, docente di composizione, a cui devo molto del mio percorso, mi ricordava spesso di non perdere mai di vista il lato “artigianale” del nostro lavoro.

la sezione Corni dell’Orchestra di Fiati Città di Ferentino
Artigiani in bottega: è questa l’immagine che meglio rappresenta, a mio avviso, tutti gli operatori del settore. Se da una parte possiamo e dobbiamo utilizzare nuovi strumenti e nuovi sistemi, dall’altra l’unica vera leva resta la capacità di trasmettere quel senso di sacrificio necessario per raggiungere risultati concreti . Quello che oggi cambia con maggiore rapidità – aggiunge il M° Celardi – è il sistema economico, che spesso non lascia spazio a questo tipo di visione. Ed è proprio lì che dobbiamo concentrare le nostre energie. Per costruire un percorso musicale solido e competitivo servono scuole ben organizzate, una didattica efficace, risorse adeguate per sostenere la crescita dei giovani e, soprattutto, tempo: tempo per lavorare, per studiare e per costruire, giorno dopo giorno, gli obiettivi che ci siamo posti”-.
La centralità del repertorio, direttamente collegato con l’organico strumentale, rappresenta la centralità di una compagine musicale. Al Maestro Celardi, infine, abbiamo chiesto qual è la sua idea di repertorio e quale tipologia di brani predilige. -“Il repertorio, nel mondo bandistico, è il vero punto di forza, – replica Celardi – basti considerare l’innumerevole quantità di musica che la storia ci ha lasciato negli archivi e quella che viene prodotta quotidianamente.

la sezione Clarinetti del complesso laziale
Ritengo che non esistano altri ambiti musicali con una produzione così ampia e continua. È anche vero, però, che occorre saper distinguere tra prodotti validi e altri meno significativi: è nella natura delle cose, e anche i grandi compositori, nella loro vastissima produzione, ci insegnano che non tutto ha lo stesso valore. Innanzitutto prediligo un repertorio che si sposi con il momento in cui deve essere eseguito. Non trascuro le pagine del passato e cerco allo stesso tempo di mantenere lo sguardo attento a ciò che nasce nel presente. Quando possibile cerco di coinvolgere direttamente i compositori nella scrittura: rappresenta un valore aggiunto importante. Sarà banale dirlo, ma un vestito cucito su misura da un sarto ha sempre una vestibilità diversa. Faccio un esempio a cui ho già fatto riferimento: “Ombre sull’acqua” di Luca Salvadori, brano con cui abbiamo aperto la nostra performance a Riva del Garda. In questo caso sono stato io a chiedere al compositore di scrivere per noi questa pagina. Conosco la sua scrittura musicale e sapevo che sarebbe stata adatta al nostro organico.

e la sezione sax
Gli ho fornito una serie di indicazioni e priorità, ad esempio quella di preparare al meglio i solisti nei passaggi più complessi del programma valutato dalla commissione. Ne è nata una partitura di “riscaldamento” perfettamente aderente alle nostre esigenze, ma con un valore aggiunto: il legame con il Lago di Garda, da cui trae ispirazione una storia di amore e passione ambientata proprio in quei luoghi nel 1912. Amo molto il Novecento, in particolare i compositori russi di quel periodo, anche i meno blasonati. Il loro linguaggio melodico, spesso radicato nell’esperienza popolare, e la complessità armonica e ritmica rappresentano elementi che ritengo fondamentali per la crescita del mio gruppo. Per questo li ricerco spesso nei brani che seleziono. Amo anche la musica popolare proveniente da diverse parti del mondo ed in particolar modo dal Caucaso, che ho avuto modo di ascoltare e apprezzare in molte occasioni dal vivo, in contesti culturali lontani da noi ed estremamente affascinanti.

un’ultima immagine del M° Alessandro Celardi
Mi piace mantenere coerenza con il contesto in cui mi trovo a dirigere: marce sinfoniche, passi doppi, trascrizioni ben realizzate dal repertorio sinfonico e operistico, insieme a composizioni nuove, sia nel pensiero sia nel linguaggio, scritte appositamente per banda. La scelta dei brani per un concorso è, per me, una delle fasi più difficili ma anche più stimolanti. È il momento in cui cerco di valorizzare al massimo le potenzialità della formazione musicale, cercando, al tempo stesso di nascondere eventuali punti deboli. È un lavoro di strategia: penso sempre a cosa può colpire una commissione, perché quando sono dall’altra parte, in giuria, so bene cosa attira maggiormente la mia attenzione. La scelta del repertorio – conclude il M° Alessandro Celardi – è la parte del mio lavoro che più amo: è stimolante per me e per gli esecutori. Mi piace osservare le loro reazioni alla prima prova: ormai lo sanno e sono abituati, bisogna essere sempre pronti a tutto”-.
