A TU PER TU CON IL M.o VINCENZO GRASSO AUTORE DELLA COMPOSIZIONE “A PASSO DI TUBA”. La composizione è nata per una tesi di Laurea ispirandosi al passo dei clarinetti della storica gran marcia sinfonica “A Tubo” di Ernesto Paolo Abbate.

by Mimmo

il M° Vincenzo Grasso, autore di “A Passo Di Tuba”

incontriamo il Maestro Vincenzo Grasso musicista, clarinettista, sassofonista direttore d’orchestra ed insegnante di Clarinetto ad indirizzo musicale. Una sua composizione musicale per banda, é alla base di una tesi, da lui di presentata, in occasione della Laurea conseguita in Strumentazione per Orchestra di Fiati (biennio). La composizione, come ci spiega lo stesso Vincenzo Grasso, é derivata dal passo dei clarinetti della storica marcia sinfonica “A Tubo”, opera del grande autore pugliese Ernesto Paolo Abbate.

i fratelli Ernesto e Gennaro Abbate compositori e direttori che hanno fatto la storia della banda musicale di Squinzano (Lecce)

che ha legato, assieme al fratello Gennaro, il suo nome alla banda musicale di Squinzano (Lecce) con innumerevoli composizioni che hanno marchiato a fuoco il repertorio delle bande musicali. “A Tubo” composta da Ernesto Abbate agli inizi del secolo scorso, é in repertorio, ancora oggi, a quasi tutte le bande musicali italiane, anche militari.

una partitura della storica gran marcia sinfonica  “A Tubo!”

La composizione di Vincenzo Grasso, che vive a Campi Salentina (Lecce) presentata a base della tesi che gli é valsa la Laurea, si intitola “A Passo Di Tuba”. -“Ritengo che essere nato nel Salento è un privilegio – sottolinea Vincenzo Grasso – sin da piccolo ho ascoltato il suono del “bombardino” di mio padre, contadino e musicista di banda per hobby. In casa faceva le “note lunghe” per esercitare il labbro per tenere elasticità e resistenza. Mia madre faceva la sarta e tra un vestito e l’altro si era specializzata anche nel cucire le camicie indossate da mio padre durante i vari servizi musicali a processioni, funerali e quant’altro. La prima volta che mio padre mi portò con lui in banda avevo solo 5 anni e mi teneva per mano mentre suonava sfilando per le vie del paese.

Una simpatica immagine del M.o Vincenzo Grasso

Per me fu un preludio piacevole e inconsapevole di quello che poi mi sarebbe accaduto dopo. A 9 anni – aggiunge Grasso – mia madre mi confezionò dei pantaloni neri e una camicia bianca di taglia molto “abbondante” rispetto alla mia che poi mi fu accorciata con cuciture all’altezza dei gomiti. Mio padre mi regalò quindi un clarinetto e l’esordio avvenne nella vicina Squinzano in occasione di un funerale. Da ragazzino ho sempre sentito parlare della banda di Squinzano dei Maestri Abbate e quando ho avuto l’onore di suonare in quella banda come clarinetto di spalla al fianco di mitici musicisti come Nino Farì e Ugo Schito ho compreso appieno la storia del complesso squinzanese e dei suoi storici Maestri.

Gaetano “Nino” Farì indimenticato clarinettista

Ugo Schito altra colonna delle bande musicali per lunghi anni

Farì e Schito sono stati due grandi clarinettisti nelle bande musicali con professionalità e preparazione artistica eccezionali. Avevano un carisma ipnotico per noi giovani. Da loro ho imparato tantissimo. Stavo ore ed ore ad ascoltare i loro aneddoti – conclude Vincenzo Grasso – sulla banda di Squinzano dove entrambi hanno ricoperto il ruolo di primo clarinetto, capobanda e vice Maestro ai tempi degli Abbate. Nel 1999 sono entrato a far parte dell’organico della banda di Squinzano guidata dal Maestro Francesco Muolo”-. Vincenzo Grasso ha ricoperto il ruolo di primo clarinetto in diverse bande musicali pugliesi, dal 2011 al 2013 ha diretto l’orchestra giovanile salentina  “Albandolabanda” mentre dal 2015 ad oggi dirige l’orchestra giovanile integrata “Junior Band” di Melissano (Lecce). Collabora stabilmente con la Scuola di Musica “Harmonium” di Lecce ed è impegnato con i progetti musicali salentini “BandAdriatica”, “GiroDiBanda”, “Kerkim”, “Fondo Verri”, “Salento Grovees Band”.

un’altra immagine del Maestro Vincenzo Grasso

qui in versione direttore d’orchestra

È docente di clarinetto presso l’Istituto Comprensivo Scolastico di Salice Salentino e Guagnano (Lecce) ad indirizzo musicale. Tornando alla composizione “A Passo Di Tuba” Vincenzo Grasso ne traccia quindi la genesi. – “Si narra che Ernesto Abbate – sottolinea Vincenzo Grasso – abbia creato il titolo di “A Tubo” per un omaggio agli strumenti a fiato con riferimento al tubo degli strumenti all’interno dell’organico della banda. Il Maestro Nino Farì ebbe a spiegarmi che “A Tubo” voleva dire “Alla Perfezione” cioè quando si guarda all’interno di un tubo si vede alla fine un cerchio perfetto e una linea perpendicolare dritta e senza difetti. Una composizione perfetta, da eseguire in maniera perfetta.

La banda di Squinzano diretta da Ernesto Abbate in una immagine del 1928

Tante motivazioni – aggiunge Grasso – mi hanno spinto a comporre prendendo cellule tematiche e ritmiche dal passo di “A Tubo” personalizzando la durata di alcune frasi e soprattutto rendendo protagoniste le tube. Le tube con questa mia composizione sono protagoniste di una sorta di rivincita verso gli strumenti acuti. Infatti, nella parte centrale invece dei clarinetti che in “A Tubo” restano soli, ho inserito un “divertimento” delle tube che da sole, con due linee, si intrecciano e proseguono insieme creando un “crescendo” che successivamente coinvolge tutto l’organico.

un’ultima immagine di Vincenzo Grasso

Con questo lavoro ho cercato di capovolgere in parte alcuni ruoli, dando importanza alle tube e ai flicorni. Guardando al titolo – dice ancora Vincenzo Grasso – “A Passo” è un omaggio a tutti i musicisti che continuano a sfilare per le strade dietro processioni, funerali, cortei vari per feste patronali e ricorrenze. “Di Tuba”, invece ha per me un significato più intimo perché mi ricorda lo strumento suonato da mio padre”-. Chiudiamo l’incontro con il Maestro e Professore Vincenzo Grasso con una succinta  analisi  tecnica di “A Passo Di Tuba”. -“L’inizio del brano è affidato alle tube – precisa Vincenzo Grasso – che si prendono la scena nella parte più importante. La struttura della composizione si rifà alla forma tripartita A-B-A con l’aggiunta di una introduzione prima e un “divertimento tube” dopo la ripresa C. Come incipit delle prime misure la composizione prende spunto dal passo dei secondi clarinetti affidando il tema alle sole tube. La tonalità del “divertimento tube” è in Mi Bemolle Maggiore. Le linee delle due melodie del divertimento tube, infine, seguono una logica che rispecchia molto il reciproco rispetto dei ruoli, affidando loro non un ruolo di accompagnamento, come spesso accade, ma di protagonismo, cercando di sfruttare al massimo le possibilità timbriche che possiedono”-.

           Fabrizio Carcagni

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