CONCLUSA CON SUCCESSO DI PUBBLICO E PARTECIPANTI LA 2.a EDIZIONE DEL CONCORSO DI COMPOSIZIONE DI MARCE PER LA SETTIMANA SANTA CITTÀ DI TARANTO. Primo premio ad Antonio Potenza. Raggiunto in breve il livello internazionale: al secondo posto il greco Charalampos Makris.

by Mimmo

il M° Antonio Potenza

Il M° Antonio Potenza di Montemesola (Taranto) si è aggiudicato il primo premio del Concorso di composizione di Marce Inedite per la Settimana Santa “Città di Taranto” promosso dalla Confraternita dell’Addolorata e di San Domenico di Taranto guidata dal priore Giancarlo Roberti e dal padre spirituale Monsignor Emanuele Ferro. Il concorso ha raggiunto il livello internazionale tant’è vero che al secondo posto si è classificato il compositore greco Charalampos Makris. Antonio Potenza con la Marcia “Rimembranze Nostalgiche, Ad Antonio Trivisani” ha messo in fila tutti i 23 autori partecipanti. La manifestazione finale si è svolta a Taranto nella Basilica Cattedrale di San Cataldo

La Basilica di San Cataldo di Taranto

e le 5 marce finaliste del concorso sono state eseguite, tra gli applausi del numeroso pubblico, dalla Grande Orchestra di Fiati “Santa Cecilia Città di Taranto” diretta dal Maestro Giuseppe Gregucci. La commissione giudicatrice era formata dai Maestri Ermir Krantja, Dario Di Coste, Michele Pezzuto, Donato Semeraro e don Giovanni Nigro. Segretario del concorso Donato Lucarelli, ha presentato la serata finale la giornalista televisiva Rosalba De Giorgi. Ad Antonio Potenza, oltre il primo premio, sono andati anche il premio della giuria popolare e la menzione speciale da parte dei musicisti dell’orchestra di fiati Città di Taranto.

Antonio Potenza col trofeo di primo classificato

Al secondo posto, come detto, il compositore greco di Corfù Charalampos Makris con “Cristo dell’espirazione”, quindi, nell’ordine Rosario Durante di Santa Maria Del Cedro (Cosenza) con “La Nazzicata” e, a pari merito, Francesco Caramia di Locorotondo (Bari) con “Il Passo Dei Perdoni, All’amico Nicola Semeraro” e Angelo Giardina di Riesi (Caltanissetta) con “Eterno Sorriso”. Menzioni speciali da parte della commissione esaminatrice sono andate anche ad Angelo Palmisano di Martina Franca (Taranto) con “Eroi Della Pace” ed al 14enne Edoardo Raimondo autore di “In Via Crucis”, come speciale incoraggiamento per la giovane età.

Charalampos Makris, secondo classificato 

Rosario Durante, terzo classificato

Francesco Caramia, quarto pari merito

Angelo Giardina, quarto pari merito

 

Angelo Palmisano, segnalato

Antonio Potenza 39 anni, è nato a Grottaglie (Taranto) ma è cresciuto a Montemesola (Taranto) cittadina dalla antica tradizione bandistica, a 18 km dal capoluogo jonico. Dopo aver svolto attività concertistica sin dall’età di 13 anni con i complessi bandistici di Martina Franca (Taranto), Ceglie Messapica (Brindisi) e Francavilla Fontana (Brindisi) nel 2010 ha suonato, non in pianta stabile, con l’Orchestra della Magna Grecia di Taranto. Oltre la musica per banda si è poi appassionato al genere Pop e Jazz, partecipando anche ad alcuni seminari specifici. Nel 2012 è entrato afar parte dell’Aeronautica Militare tramite concorso ed è stato assegnato alla Fanfara del Comando Prima Regione Aerea di stanza a Milano dove è rimasto fino al 2024. In questo periodo ha svolto anche attività di insegnante di teoria musicale e saxofono presso la banda musicale “Giuseppe Verdi” di Segrate (Milano) ed ha intrapreso gli studi di strumentazione per orchestra di fiati presso il Conservatorio Musicale “Giuseppe Verdi” di Milano col Maestro Sandro Satanassi. Dal 2024 ricopre il ruolo di sax tenore, col grado di Sergente, presso la Fanfara del Comando Scuole della Terza Regione Aerea dell’Aeronautica di Bari. E’ attualmente vice-Maestro nella banda musicale “Francesco Trani” di Montemesola (Taranto) ed è all’ultimo anno di studi di “strumentazione per orchestra di fiati” sotto la guida del M° Vincenzo Anselmi. Dopo il brillante successo al concorso di Taranto al Maestro Antonio Potenza abbiamo chiesto di descrivere la sua formazione iniziale legata ad illustri direttori d’orchestra ma anche alla passione del nonno paterno.

Antonio Potenza mostra i premi del Concorso per Marce della Settimana Santa Città di Taranto

-“Tutto è partito da mio nonno – sottolinea Antonio Potenza – sono cresciuto a Montemesola, paese famoso per la tradizione bandistica nel quale non esiste festa o evento senza la presenza della banda musicale. Mio nonno paterno era un appassionato di banda e, anche se non suonava alcuno strumento, non perdeva mai nemmeno le prove della banda del paese. Se usciva per fare una passeggiata nella piazza centrale e sentiva suonare la banda, immediatamente si presentava nella sala musica e restava lì, in religioso silenzio, ad ascoltare. Nelle processioni mi portava con sé ed io cercavo di “intrufolarmi” nella banda o con un flauto dolce o con un tamburo di quelli comprati alle bancarelle. E così appena ho iniziato a leggere e scrivere, i miei genitori mi hanno iscritto alle lezioni di musica dal Maestro della banda cittadina. Fu proprio lui che mi consigliò il saxofono che per me fu amore a prima vista. All’ età di 10 anni, Antonio Trivisani, al quale ho dedicato la composizione vincitrice del concorso di Taranto a chiedere a mia madre di potermi portare una settimana con lui con la banda di Francavilla Fontana (Brindisi). Non avevo mai visto quello che faceva realmente una “banda da giro”, ero abituato a suonare in paese, ma era un’esperienza che volevo fare a tutti i costi. Da quell’esperienza è partito tutto. Prima con il sax contralto, poi con il sax tenore, ho avuto modo di suonare con tanti Maestri e tante formazioni bandistiche. La banda era l’unico mio pensiero”-.

un momento della serata finale del concorso di composizione

Quando si compone musica, ogni brano ha bisogno di una o più idee, di un itinerario, di un ventaglio di colori da distribuire nel suo percorso, affinché poi si trasformino in emozioni e coinvolgano l’ascoltatore. Abbiamo perciò chiesto ad Antonio Potenza come ha costruito “Rimembranze Nostalgiche, ad Antonio Trivisani”.
-“La composizione nasce da una serie di appunti – dice in proposito Potenza – che ho poi sviluppato pian piano, aggiungendo dei particolari e modificandone o cancellandone altri. Sono partito da poche battute ma con le idee molto chiare: il primo ritornello doveva iniziare con la melodia affidata ai sax, a flicorno tenore ed euphonium per poi passare a clarinetti, sax soprano e flicorno sopranino; le percussioni avrebbero dovuto suonare prevalentemente nella parte centrale per dare un senso di movimento lento, di “nazzicata” la caratteristica andatura dondolante dei portatori della statua dell’Addolorata nella Processione dei Misteri, e poi volevo che il primo tema si ripresentasse ancora, ma questa volta con tutta la banda sul “forte” prima di arrivare al “trio”. Quest’ultimo, quindi, è lo sviluppo di un’idea nata prima ma che avevo scritto e poi lasciato in un cassetto. Nonostante suonassi e prendessi appunti al pianoforte, tenevo a mente i colori e le dinamiche che volevo ottenere stando molto attento all’estensione dei vari strumenti, alcune volte pensando anche alle posizioni. Ho pensato ad un piccolo percorso: dal “grave” dei bassi fino alla luce del trio, dalla disperazione alla consolazione, ai ricordi anche se nostalgici. Poi, per ultimo, ho scelto il titolo. Oltre alla dedica al mio amico Antonio Trivisani ho voluto rivolgere un pensiero anche al mio paese: Via Rimembranza è una delle strade centrali di Montemesola”-.

Via Rimembranza a Montemesola (Taranto), ha ispirato il titolo dell’opera prima classificata

Il mondo della banda è particolare e in questo momento in evoluzione. C’è un passaggio generazionale in cui occorre indicare la strada da intraprendere per non disperdere lavoro e passione. ecco, infine secondo Antonio Potenza quali potrebbero essere i nuovi possibili elementi da tener presente per le nuove generazioni di ascoltatori e musicisti: -“Negli ultimi tempi – sottolinea il M° Antonio Potenza – finalmente qualcosa si sta muovendo. La legge regionale della Puglia per la valorizzazione e sostegno delle bande ne è un esempio. Bisogna tener conto sia della tradizione che delle nuove generazioni. Occorre certamente cercare di avvicinare i ragazzi, di incuriosirli, magari ampliando il repertorio, aggiungendo arrangiamenti di musica leggera, musica da film e altro, senza però perdere di vista l’essenza della banda, quindi adattando le vecchie trascrizioni agli organici attuali che sono carenti di alcuni strumenti ormai quasi introvabili, così come già stanno facendo alcuni Maestri come Ermir Krantja, Giuseppe Gregucci ed altri. Non c’è festa senza banda, senza il giro per le vie del paese che sveglia la gente, le processioni, le esibizioni in cassarmonica. Tutto questo è un patrimonio da salvaguardare e tramandare ai nostri figli”-.

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